I Protocolli dei savi di Sion
Per farsi notare, un senatore del M5S ha criticato nei giorni scorsi la prepotenza delle grandi banche attribuendola ad una inclinazione ebraica - e citando I protocolli dei savi di Sion. Ci è riuscito, almeno stando ai media che io seguo, attirandosi anche la scontata rampogna di un alto papavero della cosiddetta comunità ebraica, com'è noto da sempre internazionalmente estranea al mondo dei soldi.
Io credo che la maggior parte di coloro che accennano ai Protocolli, affrettandosi ad aggiungere che "si tratta di un falso messo in giro dalla polizia politica russa", ai tempi degli zar, circa cento anni or sono, non l'abbiano né aperto né letto. E' dunque il momento di andare in libreria o in biblioteca e chiedere il volume curato da C. De Michelis intitolato La giudeofobia in Russia, edito da Boringhieri, nel quale si trovano, insieme ad altri testi "giudeofobici", i Protocolli, nella traduzione del De Michelis stesso.
Si tratta di un testo che mette in scena la "giudeofobia" attribuendo a questi fantomatici "savi" di Sion le vociferate intenzioni ebraiche di arrivare a dominare il mondo tramite strumenti e percorsi vari.
Oltre a ciò che ne scrive De Michelis ricordo due studi sull'argomento, che dopo un secolo è ancora abbastanza vivo: uno di U.Eco che si trova nelle sue Sei passeggiate nei boschi narrativi (Bompiani), ed uno di S.Romano di cui non ricordo il titolo.
E' interessante che questo "falso" sia stato creduto "vero".
Viene in mente Shakespeare, là dove, in Hamlet, fa dire ad un personaggio all'incirca questo, che con un'esca falsa ha pescato un pesce vero.
Io credo che la maggior parte di coloro che accennano ai Protocolli, affrettandosi ad aggiungere che "si tratta di un falso messo in giro dalla polizia politica russa", ai tempi degli zar, circa cento anni or sono, non l'abbiano né aperto né letto. E' dunque il momento di andare in libreria o in biblioteca e chiedere il volume curato da C. De Michelis intitolato La giudeofobia in Russia, edito da Boringhieri, nel quale si trovano, insieme ad altri testi "giudeofobici", i Protocolli, nella traduzione del De Michelis stesso.
Si tratta di un testo che mette in scena la "giudeofobia" attribuendo a questi fantomatici "savi" di Sion le vociferate intenzioni ebraiche di arrivare a dominare il mondo tramite strumenti e percorsi vari.
Oltre a ciò che ne scrive De Michelis ricordo due studi sull'argomento, che dopo un secolo è ancora abbastanza vivo: uno di U.Eco che si trova nelle sue Sei passeggiate nei boschi narrativi (Bompiani), ed uno di S.Romano di cui non ricordo il titolo.
E' interessante che questo "falso" sia stato creduto "vero".
Viene in mente Shakespeare, là dove, in Hamlet, fa dire ad un personaggio all'incirca questo, che con un'esca falsa ha pescato un pesce vero.
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