"La peste", di Albert Camus

Indotto dalla miseria covid  ho ripreso in mano La peste di Albert Camus (1947), che tratta di "qualcosa" tramite la cronaca di una pestilenza - così l'autore curiosamente avvisa il lettore subito prima dell'inizio del romanzo. 1947. Non da molto è trascorsa la guerra (1939-1945), per tutti tragica e penosa, per la Francia in modo particolare a causa dell'occupazione tedesca (nazista) subita fin dal 1940. Occupazione che divise i francesi e il territorio francese in due parti. Interessante. Il romanzo è noioso, anche stavolta sono arrivato al suo termine con gran fatica. Fallimento di Camus, comunque, e abbastanza ridicolo: "Guardate che è una finzione..." Si finge sempre, ma non si avvisa il lettore che si finge! Cos'è la peste camusiana? Io sospetto che sia la noia che il romanzo esprime – il romanzo rappresenta la noia, la noia produce il romanzo. La noia in colonia, com'è, però magnificamente, rappresentata nell'Etranger.  La pestilenza inventata da Camus ha luogo ad Orano, città algerina, colonia francese. Ebbene, se non sbaglio nel lungo romanzo non si fa alcuna menzione a nulla e a nessuno che sia arabo. Noia, dunque, e colonialismo: ciò è la peste di Camus?

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