Il cattivo tenente

Un ufficiale dell'esercito italiano in Etiopia (1935-1936) spara nel buio di una boscaglia a ciò che ritiene un animale e ferisce di rimbalzo una donna indigena da lui in precedenza violentata. Lontano da medici o sanitari, non trova di meglio che uccidere la donna, secondo lui senza speranze, sparandole in testa. Ne infila il cadavere in una spaccatura di roccia, ricopre il tutto di pietre e dalla boscaglia fa ritorno tra commilitoni e indigeni.

La porcheria commessa lo tormenta. Ritiene di esser stato contagiato dalla donna e di aver contratto la lebbra. E' un “lebbroso” davanti a sé stesso, in realtà.

L'ufficiale si sente in colpa e come avviene teme che la sua colpa sia visibile agli altri. Invece è invisibile a tutti, salvo che al padre della vittima, un indigeno che conosce la lingua italiana. Le circostanze riportano l'ufficiale sul “luogo del delitto” … Solo dopo essersi quasi squagliato sotto il sole in un desolato villaggio, al limite della perdita di sé, e aver capito che il padre della morta sa … l'ufficiale riesce a far ritorno tra i suoi … in Italia … dalla moglie ...


Nel 1947 Ennio Flaiano vinse il premio Strega con Tempo di uccidere (Longanesi editore), il romanzo di cui ho dato qui una sintesi. Lo stesso Flaiano aveva partecipato negli anni trenta alla guerra in Etiopia.


Forse afflitto da deficit rispecchianti quelli che patisce la mente del protagonista, il testo non è sempre facile da fruire, comunque nell'insieme è davvero buono. Adelphi e Rizzoli ne sono gli editori che ho presenti.

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