Brit Skarheim (1941-2016)

Molto in ritardo seguendo tramite internet un mio ricordo ho appreso che è morta nel suo Paese e nella sua cittò, Oslo, la scultrice norvegese Brit Skarheim, artista che trascorse molti anni a Firenze e che io ebbi la fortuna di conoscere nel 1977. Evitava la cosiddetta arte moderna e modellava figure umane con grande abilità, ma per me soprattutto fu una creatura eccezionalmente dotata dal punto di vista umano, una ribelle e insieme una gran dama. Le parlai di un laboratorio di attività espressive sito nell'area dell'ospedale psichiatrico di Firenze, San Salvi, e volle visitarlo. Improvvisò, disinvolta e naturalmente da primadonna, il modellamento di una piccola testa di fanciulla e me la donò; ancora la conservo con devozione. Dov'era la Brit attorno ogni altra persona diventava di contorno. Da vera artista non aveva un soldo, e non pochi gliene servivano ogni giorno per vivere, per fumare Milde Sorte e bere Lemon Vodka, per pagare l'affitto e nutrire la sua piccola figlia, eppure non si privava del piacere di fruire della esclusiva piscina di un albergo di lusso. Come faceva? Non so, probabile che sapesse creare campi di deferenza attorno a sé. Non era facile andarci d'accordo con la Brit, ma ne valeva la pena. Io, allora trentenne, spesso mi trovai a pendere dalle sue labbra. Non so quando fece ritorno in patria, ci perdemmo di vista presto. Ciao Brit.

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