Attribuzione causale e indignazione

 Giorni fa ho visto sul marciapiedi il muso di una utilitaria rossa, non vecchia, occludere il mio transito a piedi. Mi sono avvicinato, l'auto sfiorava la parete dell'edificio alla mia sinistra. Ho fatto il giro dell'auto e ho visto che sul retro, a sinistra, c'era un grosso squarcio. Dopo un po' ho concluso che il guidatore dell'auto era stato urtato, mentre stava uscendo dal suo posto di parcheggio "a pettine", da un'altra auto proveniente a una certa velocità dalla strada di notevole traffico che fa angolo con la via del parcheggio, secondaria. Urtato con tanta violenza, che l'auto rossa è stata sbattuta contro la parete dell'edificio di cui sopra. Ieri, tornato sul posto - non tanto per curiosità, quanto perché la mia auto era parcheggiata a tre metri dal descritto guaio - ho visto che qualcuno aveva spinto giù dal marciapiedi l'intrusa, ora in attesa di un recupero eccetera. Quanto precede rappresenta, io credo, i risultati di un processo di attribuzione causale che mi ha impegnato abbastanza, infatti non sono arrivato subito alle descritte conclusioni - indignato per via della occupazione proterva di tutto lo spazio del marciapiede da parte della utilitaria rossa, "invidioso", forse anche colpito dal colore. Chissà...

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