Le vicissitudini del freddo e del caldo
La messa in scena di Mishima della frigidità - con il romanzo Musica* - consta, oltre che di una credibile imitazione della psicanalisi, di un fugace accenno al romanzo di Stendhal Armance. Piuttosto noioso, quest'ultimo racconta le inspiegabili peripezie di un giovane attorno a una fanciulla di nome Armance. Costui fa di tutto per non guadagnarsi le grazie di lei (eppur si sposano) definendosi altresì un mostro. E' probabile che tale "mostruosità" sia l'impotenza, eppure a ciò nel testo non si accenna, quasi che il testo in sé replichi le vicissitudini della storia, oziose e ingarbugliate. Leggendo questa deludente opera di Stendhal mi è tornato alla memoria Il bell'Antonio di Vitaliano Brancati, che inscena magistralmente il tema della impotenza - nell'ambiente dei possidenti catanesi durante il governo fascista (1922-1943). Come il protagonista stendhaliano, il bell'Antonio cerca di ingannare la moglie con qualche gabola al fine di evitare l'amplesso ... ingolosito, sono passato alla rilettura di Paolo il caldo, ultima opera brancatiana pubblicata probabilmente senza la cura che l'autore, morto giovane, le avrebbe prestato. Paolo, un barone catanese piuttosto benestante, è il contrario di Antonio, non è così bello, ma sempre pronto e a barra dritta ... forse oggi si direbbe che è sessodipendente ... comunque sposa una giovane ... frigida ... il che ci rimanda a Mishima e al lontano Giappone.
*v. qui 1 Novembre 2025.
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