Anche nella facoltà di Vacuologia dell'università di Civitarotta, com'è naturale, impera "U-Gov", un sistema di elencazione dei "meriti" accademici dei docenti di varia "fascia", per altro trascurante l'attività didattica (insegnamento, esami, tesi) che evidentemente non rientra nel "Gov" (sarà, secondo la moda, "governance"); sistema dunque limitato alle cosiddette pubblicazioni dei docenti. Recentemente a cura del dipartimento di scienze vacuologiche, più o meno fatto dalle stesse persone che "operano" in facoltà, è stata pubblicata una lista di numeri (eurovalenti) relativi al finanziamento del "60%" delle iniziative di "ricerca" dei vari docenti, ciò che sta tra il resoconto annuale dei crediti/debiti dei membri d'un condominio e la "colonna infame" (Manzoni). Si va dai tapini "300" ai sontuosi "2400" euro. In alto i bravi, in basso gli scarsi o fannulloni.
Com'è logico, molte pubblicazioni rispecchiano i meriti "scientifici" dei loro autori (anche nel fatto che sono stampate a cura di celebri case editrici), ma dev'essere sfuggito a "U-Gov" che la stragrande maggioranza delle pubblicazioni medesime (con grandi o ignote case editrici, dipende) avvengono a spese dell'università, o d'altri enti, se non a spese degli autori stessi. E che servono più o meno unicamente alla partecipazione degli autori ai famosi concorsi (truccati dal primo all'ultimo, in quanto predeterminati sono i vincitori).
Dunque: può accadere che chi si è rifiutato di (far) pagare i costi della pubblicazione dei suoi lavori, oggi, semplicemente non ha pubblicazioni, a meno che non sia autore celebre e vendibile.
E' una posizione tutta da discutere, quella di chi non vuol (far) pagare le sue pubblicazioni, ma non è disprezzabile, in quanto improntata alla mentalità del merito, del valore.
Invece accade che tale mentalità sia, nella "colonna infame", oggettivamente infamata.
Com'è logico, molte pubblicazioni rispecchiano i meriti "scientifici" dei loro autori (anche nel fatto che sono stampate a cura di celebri case editrici), ma dev'essere sfuggito a "U-Gov" che la stragrande maggioranza delle pubblicazioni medesime (con grandi o ignote case editrici, dipende) avvengono a spese dell'università, o d'altri enti, se non a spese degli autori stessi. E che servono più o meno unicamente alla partecipazione degli autori ai famosi concorsi (truccati dal primo all'ultimo, in quanto predeterminati sono i vincitori).
Dunque: può accadere che chi si è rifiutato di (far) pagare i costi della pubblicazione dei suoi lavori, oggi, semplicemente non ha pubblicazioni, a meno che non sia autore celebre e vendibile.
E' una posizione tutta da discutere, quella di chi non vuol (far) pagare le sue pubblicazioni, ma non è disprezzabile, in quanto improntata alla mentalità del merito, del valore.
Invece accade che tale mentalità sia, nella "colonna infame", oggettivamente infamata.
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