Lettera aperta al Professor Costanzo Ugov, Rettore magnifico dell'Università di Civitarotta:

Illustre Professor Costanzo Ugov,

L'anagrafe delle pubblicazioni prodotte dagli studiosi dell'Università di Civitarotta, imposta dai Suoi uffici un paio di anni or sono anche ai meno acculturati in fatto di tecniche burocratico-informatiche, consentiva agli studiosi di inserire (in neolingua "caricare") in quel magazzino immateriale della scienza praticamente ogni loro "titolo", pubblicato e non pubblicato: il sottoscritto ritenne plausibile inserire nell'anagrafe anche i suoi diari giovanili, conservati fin lì in un baule di ebano, tuttavia all'ultimo momento pensò che i suoi diari giovanili non meritavano una simile punizione, e rinunciò.
In un secondo momento, egregio Professor Costanzo Ugov, i Suoi uffici provvidero a "ripulire" l'anagrafe, probabilmente perché molti studiosi non avevano avuto gli scrupoli del sottoscritto, ed avevano inserito ("caricato") anche i "titoli" più bislacchi e indocumentabili: con ciò i singoli magazzini immateriali sono stati alleggeriti di parte dei "titoli" che faticosamente gli studiosi anziani come il sottoscritto avevano inserito ("caricato").
Dalla larghezza d'inizio, egregio Professor Costanzo Ugov, si è passati ad una iperselettività, dal tutto si è caduti nel poco. L'orrido di questa manovra diminutiva è stato che la "ripulitura" è avvenuta per mezzo dell'intrusione dei Suoi uffici nelle cartelle informatiche dei singoli studiosi: una vera e propria violazione della persona intellettuale. Prima i Suoi uffici hanno fatto irruzione nelle cartelle dei singoli, poi li hanno avvisati di averlo fatto: per eliminare i "doppioni". Come ladri, che entrano in un appartamento e lo saccheggiano a loro piacimento. E poi ti mandano una cartolina.

Il Suo metodo, caro il mio Professor Ugov, è malvagio, scorretto, o, come minimo, inelegante.

Distintamente mi firmo

Louis Barthaly.

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