Formazione alle "buone" maniere
Nonostante che un poco mi secchi ammetterlo, ebbene sì: le "buone" maniere (riconoscibili dal rispetto che si deve alle distanze - non solo in anni - che separano tutti da tutti) sono frutto non solo di doti innate, non solo di esempio famigliare, ma anche di apprendimento. E dunque l'infamia d'un pischello che da del tu a chi potrebbe essergli nonno, che non si alza dal sedile per cederlo alla signora non giovanissima lì accanto in piedi, che bestemmia ad alta voce in luogo pubblico; la goffaggine della ragazzetta che va masticando parole a suon di "cazzo" e così via, dipendono anche dal fatto che non c'è stato addestramento da parte di chi ne aveva il dovere.
Ammesso che io abbia ragione nel segnalare il che cosa ed il suo perché, resta da capire il motivo per cui le "buone" maniere non sono più oggetto valido di addestramento - nel contesto di una loro perdita di valore. Il motivo potrebbe risiedere nella presa crescente del "valore di scambio" e nella presa decrescente del "valore d'uso" in ogni settore della vita. Significa che il valore in soldi conta sempre di più. Che il denaro è il riferimento unico - quasi.
Ammesso che io abbia ragione nel segnalare il che cosa ed il suo perché, resta da capire il motivo per cui le "buone" maniere non sono più oggetto valido di addestramento - nel contesto di una loro perdita di valore. Il motivo potrebbe risiedere nella presa crescente del "valore di scambio" e nella presa decrescente del "valore d'uso" in ogni settore della vita. Significa che il valore in soldi conta sempre di più. Che il denaro è il riferimento unico - quasi.
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