Alice Miller

Di Alice Miller (1923-2010), psicanalista ucraina fiorita in Svizzera, autrice di libri di vasto successo e tradotti in Italia a cura di Boringhieri e di Garzanti, merita di essere ricordato Il dramma del bambino dotatoQuesto libro, consigliabile nella sua prima versione, diciamo specialistica, tratta non di bambini capaci di laurearsi a dodici anni in astrofisica, quanto di quei soggetti dotati di empatia fin da piccoli, i quali sanno farsi carico delle "tare" psichiche degli adulti loro prossimi, in primis della madre, e diventano grandi in anticipo sulla loro età. La Miller sostiene che tali soggetti sono destinati ad essere infelici, per quanto possano essere inclini a divenire "datori di cura" professionali. Suggestivo, non è vero?
La Miller dev'essere ricordata, specie da chi, come me, ignorava che è defunta da ben sei anni, per il fatto che si schierò dalla parte dei bambini proponendo con radicalità che i guai del mondo dipendono dalla educazione repressiva e dalle molestie che i genitori propinavano, fino a pochi decenni or sono, almeno in Europa, ai loro figli. Ciò permette di cogliere un aspetto della testimonianza della Miller: che essa è datata, infatti in Europa e nel mondo benestante, dove il capitalismo, l'individualismo e il narcisismo trionfano, i bambini sono viziati (del resto anche ciò è molesto) e diventano dei piccoli mostri - in attesa di trasformarsi in mostri cresciuti, e così via. Siamo passati dalla infelicità alla mostruosità.
Stringendo l'obbiettivo sulla psicanalisi, la Miller merita di non essere dimenticata per le sue critiche a Freud ed alla pratica che da Freud deriva o derivava ai tempi della maturità creativa della Miller (anni settanta e ottanta): la psicanalisi sarebbe nata, secondo la nostra cara vecchietta, su un imbroglio, quello consistente nel ritenere che le esperienze negative fatte dai bambini con i loro genitori, in particolare quelle inerenti le cosiddette molestie, siano frutto della loro fantasia e non siano fatti reali. Secondo la Miller la nevrosi non sarebbe, come volle Freud, un frutto amarognolo di desideri repressi e dimenticati, ma, torniamo all'inizio di questa nota, il risultato di un sacrificio subito nei primissimi anni della nostra vita, quando in certo modo siamo serviti ai nostri adulti come mezzi di evitamento del confronto con le loro "tare" psichiche. La psicanalisi, secondo la Miller, formava i pazienti al perdono dei genitori ed alla pacificazione con loro - che non la meritavano.
Sono stato "milleriano" per diversi anni, fin quando la realtà non mi ha mostrato i bambini in carne e ossa.

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