Tre mesi di vacanze senza aprire un libro di studio

Ha fatto un certo rumore la diffusione di una lettera (scritta a mano, va sottolineato) da un uomo ai professori di suo figlio, giustificativa della mancata esecuzione dei compiti estivi da parte del ragazzo. Lo stesso scrivente ricorda che i mesi di vacanza scolastica sono tre, il che innegabilmente rappresenta una quantità di tempo notevole e portatrice di perdita di allenamento allo studio ed alle sue pratiche, come sono lo scrivere, il leggere ed il far di conto - scusate se è poco. Naturalmente è possibile che alcuni docenti impongano troppi compiti per le vacanze ai loro allievi, mettendosi in una posizione persecutoria, ma un po' di lavoro da svolgere di tanto in tanto durante i  suddetti tre mesi non può guastare le vacanze. In altri tempi e in altra scuola avrei dato ragione all'epistolografo giustificatorio, non oggi, infatti la sua lettera si colloca perfettamente nel contesto individualistico e menefreghistico che fa della scuola un mero luogo di parcheggio minorile dove i minori prosperano nella loro libertaria asinità.

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