Compiti a casa
Ricordo quando mio figlio iniziò la scuola media; i compiti a casa erano gravosi per lui (e per sua madre, che a torto o a ragione lo aiutava); inoltre i libri di testo erano a mio giudizio molto difficili, voglio dire che a me sembravano difficili: ragione per cui lo erano, e assurdamente. Ricordo che certe volte, specie i primi mesi, si faceva sera e ancora mio figlio stava lì a soffrire con sua madre, ciò che mi pareva insensato. Sto riferendomi al 1995, per l'esattezza. Oggi non so come vanno le cose.
Dei miei tempi non ricordo nulla di preciso (1954-1967), se non un inverno (1964-1965) che trascorsi presso una anziana signorina, costretto in una stanzetta a studiare, diciamo per punizione, se non per evitare distrazioni.
Io credo, da osservatore disinteressato, che i compiti a casa debbano quantitativamente essere messi in relazione 1) con l'orario scolastico e 2) con il livello degli studi. Se si tratta di tempo pieno e di scuola elementare e media i compiti devono essere poca cosa; se si tratta di tempo normale e di scuola superiore i compiti possono essere più impegnativi. Ciò detto, bisogna vedere che cosa si fa durante l'orario scolastico: dal momento che io ho la convinzione che la scuola sia, almeno fino alla terza media, puro contenimento di minori, la mole eventualmente eccessiva di compiti mi fa l'impressione di essere come un elemento vendicativo dell'istituzione, che insidia maligna la vita dei minori e dei loro adulti, abbastanza incolpevoli.
Parlare dei compiti a casa senza parlare di ciò che si fa a scuola è insensato.
Dei miei tempi non ricordo nulla di preciso (1954-1967), se non un inverno (1964-1965) che trascorsi presso una anziana signorina, costretto in una stanzetta a studiare, diciamo per punizione, se non per evitare distrazioni.
Io credo, da osservatore disinteressato, che i compiti a casa debbano quantitativamente essere messi in relazione 1) con l'orario scolastico e 2) con il livello degli studi. Se si tratta di tempo pieno e di scuola elementare e media i compiti devono essere poca cosa; se si tratta di tempo normale e di scuola superiore i compiti possono essere più impegnativi. Ciò detto, bisogna vedere che cosa si fa durante l'orario scolastico: dal momento che io ho la convinzione che la scuola sia, almeno fino alla terza media, puro contenimento di minori, la mole eventualmente eccessiva di compiti mi fa l'impressione di essere come un elemento vendicativo dell'istituzione, che insidia maligna la vita dei minori e dei loro adulti, abbastanza incolpevoli.
Parlare dei compiti a casa senza parlare di ciò che si fa a scuola è insensato.
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