Ermanno Olmi

Giorni or sono la Rai ha trasmesso un film di Ermanno Olmi di cui non ricordo il titolo, mi si perdoni: tratta di un avamposto di soldati italiani in montagna durante la guerra 1915-18. L'opera è bella, alquanto teatrale in senso stretto; non tanto antimilitarista, quanto parlante contro la guerra e le sue pene. Si ricordi che solo in soldati italiani morti la guerra 15/18 ha dato la cifra di 600 mila, e chissà quanti furono i feriti e i menomati.
La voce narrante allude ad un tratto ad abeti innevati che sembrano "alberi di Natale", ciò che a me sembra fuori tempo. Fin qui poco male. L'opera, che pure è riferita a racconti fatti a Mario Rigoni Stern da suo padre, quindi rispecchia una soggettività tutta narrativa, dà un'immagine falsata dell'ambiente militare in guerra, troppo languido, intenerito e piagnucoloso, e soprattutto innervato da un clima gerarchico (comando, ordini, esecuzione dei medesimi) eccessivamente indebolito. 
Nel film prevale il "materno", nella guerra 15/18 il "materno" era escluso; quindi l'opera è davvero di fantasia.
Niente alberi di Natale.

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