Wheeler Dealers

Da un po' di tempo l'emittente tv Dmax trasmette un programma intitolato "Wheeler Dealers" ("Affari a quattro ruote") che appartiene al genere documentario, ma nello stesso tempo offre momenti finzionali. Si tratta di una serie inglese che va avanti da diversi anni ed ha tre protagonisti: a) un preparatissimo meccanico che, mentre lavora, spiega una quantità di caratteristiche tecniche delle auto che lui restituisce al cosiddetto antico splendore, e i suoi trucchi del mestiere; b) le auto stesse, europee, giapponesi e americane; e c) un commerciante, che individua le auto da restaurare, le compra, le porta dal meccanico di cui sopra ed infine le rivende. 
L'aspetto documentario risiede soprattutto in ciò che il meccanico realizza nella sua officina, talvolta assistito da suoi dipendenti, per lo più da solo. Comunque sia, i filmati mostrano la complessità costruttiva delle auto da ogni punto di vista, in modo dettagliato e "microscopico", ed insieme la sapienza del meccanico. Mostrano che il lavoro in questione è faticoso ed insieme appassionante, ed insegnano qualcosa a chi eventualmente si trovasse a credere che l'auto sia un "corpo senza organi" funzionante in modo magico. Una volta un meccanico della mia città mi disse che ci sono persone che non fanno riparare la loro auto "finché le ruote girano". A costoro, che magari una serie come "Wheeler Dealers" neanche sospettano che esista, potrebbe rivelarsi un mondo. C'è, ripeto, la bellezza dell'uso degli strumenti e trucchi del mestiere, che Edward China, questo è il nome del meccanico, non so se nella finzione o nella realtà, conosce e mostra mentre si occupa di tutto, dalla carrozzeria agli interni, dall'impianto elettrico al motore, dal cambio alla trasmissione, eccetera. Fantastico!
Un aspetto interessante è che China restaura ogni tipo di auto, dalla Fiat 500 vecchia alla Bentley, basta che poi funzioni, luccichi e da ultimo sia vendibile.
I prezzi di acquisto e di rivendita sono espressi in dollari e in sterline, per cui non è facilissimo stabilirne il valore in euro, anche perché le puntate della serie possono essere piuttosto vecchie; l'impressione è che in Inghilterra, ma anche negli Usa, i prezzi siano meno alti che in Italia.
I costi del restauro della singola auto vengono comunicati ogni volta, ma, grave omissione, i costi della cosiddetta mano d'opera mancano, se non vi si fa saltuario cenno nella forma seguente: "un professionista vi chiederebbe x sterline".
Insomma, dal punto di vista dei costi siamo un po' nel mondo delle favole, o meglio, i costi della mano d'opera finiscono assorbiti in un buco nero.
I due tipi, China e il commerciante, sono una coppia che funziona, China è una sorta di gigante, l'altro è di altezza normale, piuttosto grassottello; finzione o meno, sono soci alla pari. 
Come in tutte le serie, anche in questa c'è uno schema fisso. Il commerciante trova un'auto, va dal proprietario, la guarda, la prova, la compra dopo aver trattato, paga in contanti e dopo una stretta di mano se ne va. Qui la finzione e come dire il "ricostruito", magari attoriale, è evidente. Siamo in un mondo che sta tra la realtà e la favola.
Quindi il commerciante porta la macchina da China, questi sente il richiamo del motore dell'auto, o dell'avvisatore acustico, esce dall'officina e c'è uno scambio di convenevoli, sempre uguale.
Poi inizia il meraviglioso processo di smontaggio dell'auto e del suo restauro. Non c'è pezzo che non si sviti! E, importantissimo, ci viene mostrata la parte sottostante delle auto, cioè è reso visibile l'invisibile.
Infine c'è la rivendita, anche qui il finzionale domina.
Nello schema fisso non mancano visite del commerciante a fornitori di ricambi e ad artigiani, tutti bravissimi, cordialissimi, preparatissimi eccetera.

Il programma potrebbe essere rinominato come "La meccanica automobilistica, i suoi misteri svelati, e il suo rapporto con il denaro". 

N.b: Il programma WD rappresenta e documentla bellezza della tecnica, il saper fare unito al saper trovare soluzioni. Il contrario dell'asinità. 

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