Scienza della politica?
La morte di Giovanni Sartori, studioso di politica, arriva a un'età piuttosto avanzata, ragione per cui non è difficile farsene una ragione.
Ho letto solo qualche articolo di Sartori sul Corriere della sera, cui collaborava fino a poco tempo fa, quindi non sono in grado di pronunciarmi se non in base a qualche impressione: fustigava a destra e a manca, tuttavia stava dalla parte dei Signori della Terra, quanto basta per situarmelo davanti come avversario.
Tuttavia vorrei qui approfittare per dir la mia su un abuso accademico che si è imposto negli anni anche all'esterno della cosiddetta comunità scientifica: l'abuso consiste nella formula "Scienza della politica".
Si propone la pensabilità di una "Scienza della poesia", o di una "Scienza della tappezzeria", per valutare la qualità dell'abuso.
Le cosiddette scienze politiche sono riflessioni, formulazioni, critiche che si appoggiano su riflessioni, formulazioni e critiche, e così via. Ciò non è scienza, semmai è sapere, certo è studio.
Con le parole non si fa scienza.
Ho letto solo qualche articolo di Sartori sul Corriere della sera, cui collaborava fino a poco tempo fa, quindi non sono in grado di pronunciarmi se non in base a qualche impressione: fustigava a destra e a manca, tuttavia stava dalla parte dei Signori della Terra, quanto basta per situarmelo davanti come avversario.
Tuttavia vorrei qui approfittare per dir la mia su un abuso accademico che si è imposto negli anni anche all'esterno della cosiddetta comunità scientifica: l'abuso consiste nella formula "Scienza della politica".
Si propone la pensabilità di una "Scienza della poesia", o di una "Scienza della tappezzeria", per valutare la qualità dell'abuso.
Le cosiddette scienze politiche sono riflessioni, formulazioni, critiche che si appoggiano su riflessioni, formulazioni e critiche, e così via. Ciò non è scienza, semmai è sapere, certo è studio.
Con le parole non si fa scienza.
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