P.A. Quarantotti Gambini
Consiglio la lettura dell'opera di P.A. Quarantotti Gambini, scrittore del novecento venuto a mancare troppo presto; in particolare consiglio Le redini bianche; I giochi di Norma; Il cavallo Tripoli; ed anche L'onda dell'incrociatore, credo tutti editi da Einaudi. Meno valido mi sembra La rosa rossa, mentre sto ultimando La calda vita, che soffre di gravi errori di composizione e sicuramente è troppo lungo in rapporto al suo valore.
I primi tre titoli tra quelli ricordati segnalano una competenza ed una sensibilità straordinarie di P.A. Quarantotti Gambini al mondo dell'infanzia e della adolescenza, tanto che non si vorrebbe smettere di giovarsene, sia dal punto di vista estetico che da quello psicologico. Veri capolavori.
Terminato La calda vita, un romanzo di oltre 800 pagine stampate in caratteri piccoli e fitti, confermo quanto anticipato: la storia dei tre giovani, due ragazzi e una ragazza, che passano qualche giorno su un'isoletta prossima alla costa (Trieste, Istria), funziona ed è circa all'altezza dei testi sullodati. Il racconto è fatto con metodo"microscopico". Ad un tratto il romanzo si apre però ad altri personaggi, per primo al padre di uno dei ragazzi, ed il racconto diviene d'improvviso "telescopico". A parte questo scossone metodologico che il romanzo dà al suo lettore, tutta quanta la storia dei tre funzionerebbe benissimo senza il racconto delle vite degli adulti, parenti, sorelle eccetera.
Non vado avanti, non guasto la sorpresa (eventuale!) agli ignari: l'equilibrio instabile tra la ragazza, Sergia, e i ragazzi, Fredi e Max, viene spazzato via dall'arrivo di un trentenne, Guido, che è il "padrone dell'isola" ...
Interessante è semmai il fatto che la storia si svolge mentre sta iniziando (1939) la seconda guerra mondiale.
I primi tre titoli tra quelli ricordati segnalano una competenza ed una sensibilità straordinarie di P.A. Quarantotti Gambini al mondo dell'infanzia e della adolescenza, tanto che non si vorrebbe smettere di giovarsene, sia dal punto di vista estetico che da quello psicologico. Veri capolavori.
Terminato La calda vita, un romanzo di oltre 800 pagine stampate in caratteri piccoli e fitti, confermo quanto anticipato: la storia dei tre giovani, due ragazzi e una ragazza, che passano qualche giorno su un'isoletta prossima alla costa (Trieste, Istria), funziona ed è circa all'altezza dei testi sullodati. Il racconto è fatto con metodo"microscopico". Ad un tratto il romanzo si apre però ad altri personaggi, per primo al padre di uno dei ragazzi, ed il racconto diviene d'improvviso "telescopico". A parte questo scossone metodologico che il romanzo dà al suo lettore, tutta quanta la storia dei tre funzionerebbe benissimo senza il racconto delle vite degli adulti, parenti, sorelle eccetera.
Non vado avanti, non guasto la sorpresa (eventuale!) agli ignari: l'equilibrio instabile tra la ragazza, Sergia, e i ragazzi, Fredi e Max, viene spazzato via dall'arrivo di un trentenne, Guido, che è il "padrone dell'isola" ...
Interessante è semmai il fatto che la storia si svolge mentre sta iniziando (1939) la seconda guerra mondiale.
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