Arrigo Benedetti

Di recente ho letto tre libri di Arrigo Benedetti, lucchese vissuto nel secolo scorso, fondatore de L'Espresso eccetera, insomma giornalista, ma eccellente scrittore. Segnalo Le donne fantastiche, una raccolta di testi entro cui brilla una passeggiata lucchese tra la sera e la notte, oltre, è ovvio, al racconto dove due ragazze lavorano d'immaginazione e di parola. Segnalo Rosso al vento, viaggio di un diciottenne da Roma fino a Milano negli ultimissimi giorni della guerra, 1945. Da Piazza del popolo, faccio per dire, a Piazzale Loreto. Segnalo infine Gli occhi: un ministro democristiano dimissionario (causa figlio scavezzacollo) torna a Lucca a finire i suoi giorni ...
Non conoscevo Benedetti, per fortuna non so quasi nulla delle sue imprese giornalistiche. E' stata una scoperta gradevole, direi che nelle sue pagine, certo scritte non da "primitivo", c'è una soggettività immaginale che ricorda Federigo Tozzi ... Nel non raccontare, nella reticenza, nel restare legato alle percezioni, ne Gli occhi, trovo un che di Antonio Pizzuto, magari non dello stesso "sesto grado" di difficoltà di lettura.
Non afferro il valore dell'oggetto della rappresentazione, il ministro democristiano in disarmo; ma la ricerca di rappresentazione in sé è molto convincente.

18 gennaio 019: sto leggendo Il ballo angelico, mi sembra ottimo, qui finora ho trovato del tozzismo applicato non tanto ad un qualche personaggio squinternato, quanto a un musicista di successo insieme appassionato di caccia e di donne, di solito ammiratrici, il quale si è ritirato, durante la guerra 15-18, in un palazzo eretto tra le colline selvagge sovrastanti il fiume Serchio: vedremo.

25 Gennaio: terminato con gusto, non ne racconto la trama. Certo si pensa a Giacomo Puccini, comunque Michele, il protagonista, è un magnifico bamboccio libidinoso e capriccioso, e magnifico è il suo creatore.

21 Marzo: sto leggendo Il passo dei Longobardi, mi sembra che rappresenti il "lungo viaggio attraverso il fascismo" (v. Ruggero Zangrandi) di un personaggio del quale con molta probabilità Arrigo Benedetti era assai competente. Non sono troppo soddisfatto dell'esperienza di lettura di questo libro, che resta comunque godibile a patto di pazientare e di non esigere - diciamo che serve dell'attenzione fluttuante come venne raccomandata da Freud a chi volesse seguirlo nella pratica psicanalitica.
Ciò non toglie che l'inserto della storia di Lucida Mansi (seconda parte, capitolo 7°), gradevole in sé, rappresenti un'irruzione di estranei nella situazione che ho paragonato al setting freudiano. 
Vedremo.

12 Aprile: terminato il libro, confermo la raccomandazione di leggerlo con un'attenzione fluttuante. Tuttavia mi pare che si tratti di materiali molteplici che faticano un po' a stare insieme.

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