Foibe e dintorni.
Le foibe (dal friulano; dal latino fovea) sono profonde cavità verticali di natura carsica (il Carso è un territorio sito nel nord est d'Italia, illustrato dalla prima guerra mondiale, per noi iniziata nel 1915 e terminata nel 1918). Se ne trovano molte in Istria, la grande penisola, bagnata dal mare Adriatico, che si trova a est sud-est di Trieste. Esse, è da credere, rappresentano una forte tentazione.
L'Istria, dopo gli accomodamenti stabiliti tra le "potenze" vincitrici della suddetta guerra, fu assegnata al regno d'Italia e fu quindi governata dagli italiani, che, insieme a sloveni e croati, la abitavano. E fu "italianizzata" durante il fascismo (1922-1943; 1943-1945), a discapito delle altre componenti etniche. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata militarmente dalle truppe tedesche e dalle truppe italiane, alle quali si oppose la resistenza dei popoli slavi, guidata dai comunisti.
Alla fine della guerra (1945) l'Istria fu assegnata agli "jugoslavi" e gli italiani che vi abitavano si trovarono costretti ad andarsene. In parte furono cacciati, in parte uccisi, operazione diciamo vendicativa e certo grossolana, in quanto che, se i fascisti al governo erano italiani, non tutti gli italiani erano o erano stati fascisti.
Del resto, chi è considerato fascista non merita certo di essere ammazzato sic et simpliciter, oppure di essere torturato (violentato, se donna) e gettato vivo nelle foibe.
In un caso almeno, come di recente ha raccontato Rai Storia, fu inoltre effettuato (agosto 1946), un attentato con esplosivi di natura bellica in località Vergarolla (o Vergarola), presso la città istriana di Pola, ai danni di bagnanti italiani. Costoro morirono a decine, fatti a pezzi dall'esplosione. E' probabile che l'attentato sia stato realizzato allo scopo di accelerare la "pulizia etnica" da parte dei militanti ex partigiani "jugoslavi"a carico degli italiani.
I responsabili criminali dell'attentato e dei molti "infoibamenti" sono comunemente detti "comunisti", io però non vedo come chi aderisce al comunismo possa praticare la "pulizia etnica", la tortura e l'omicidio tramite "infoibamento"; ragione per cui ritengo che i responsabili più che comunisti siano da definire come porci e assassini.
L'Istria, dopo gli accomodamenti stabiliti tra le "potenze" vincitrici della suddetta guerra, fu assegnata al regno d'Italia e fu quindi governata dagli italiani, che, insieme a sloveni e croati, la abitavano. E fu "italianizzata" durante il fascismo (1922-1943; 1943-1945), a discapito delle altre componenti etniche. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata militarmente dalle truppe tedesche e dalle truppe italiane, alle quali si oppose la resistenza dei popoli slavi, guidata dai comunisti.
Alla fine della guerra (1945) l'Istria fu assegnata agli "jugoslavi" e gli italiani che vi abitavano si trovarono costretti ad andarsene. In parte furono cacciati, in parte uccisi, operazione diciamo vendicativa e certo grossolana, in quanto che, se i fascisti al governo erano italiani, non tutti gli italiani erano o erano stati fascisti.
Del resto, chi è considerato fascista non merita certo di essere ammazzato sic et simpliciter, oppure di essere torturato (violentato, se donna) e gettato vivo nelle foibe.
In un caso almeno, come di recente ha raccontato Rai Storia, fu inoltre effettuato (agosto 1946), un attentato con esplosivi di natura bellica in località Vergarolla (o Vergarola), presso la città istriana di Pola, ai danni di bagnanti italiani. Costoro morirono a decine, fatti a pezzi dall'esplosione. E' probabile che l'attentato sia stato realizzato allo scopo di accelerare la "pulizia etnica" da parte dei militanti ex partigiani "jugoslavi"a carico degli italiani.
I responsabili criminali dell'attentato e dei molti "infoibamenti" sono comunemente detti "comunisti", io però non vedo come chi aderisce al comunismo possa praticare la "pulizia etnica", la tortura e l'omicidio tramite "infoibamento"; ragione per cui ritengo che i responsabili più che comunisti siano da definire come porci e assassini.
(Febbraio 2022) polemiche a non finire, da quando è stato istituito il " giorno del ricordo" (10 Febbraio), tra destre e sinistre. Sui numeri, sul come, sul perché, della pulizia etnica e sulle esecuzioni di omicidi mirati relativi ad essa. Ma quello delle foibe resta un "momento" di profonda oscenità e le polemiche sono di pessimo gusto.
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