Lucida Mansi

Lucida Mansi visse nella realtà del 17° secolo gran parte della sua esistenza a Lucca, dove morì a quarantatré anni colpita dalla peste, evento all'epoca tutt'altro che raro. Nella leggenda continua, certo a sprazzi, a vivere come donna di bellezza straordinaria e di spigliata vivacità erotica, sterminatrice di cuori e corpi maschili - indifferente alle piccinerie bigotte. Segnalo qui che nel suo romanzo Il passo dei Longobardi Arrigo Benedetti dedica il settimo capitolo della seconda parte a Lucida, seguendone la storia dall'infanzia alla morte. Benedetti, che anche ne Il ballo angelico propone suggestioni gustose circa le credenze religiose e superstiziose fiorenti in Lucchesia, qui accoglie la leggenda che vuole Lucida eternamente giovane nonostante il trascorrere degli anni per aver lei patteggiato con Satana; novella Giocasta, tuttavia, Lucida si unisce senza averne coscienza con un suo figlio dimenticato, così perdendo in una notte sola il privilegio dell'eterna bellezza. V'è del Sofocle, qui.

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