Champagne nel cilindro

Ritratto di signora (Portrait of a lady - 1881) è un lunghissimo romanzo di Henry James che ho letto in questi ultimi tempi. Non sono un fan di H.J., che pure ho incontrato diverse volte nei decenni: non riesco a pensare alla sua mente, espressa nella scrittura, senza ricordarmi un aneddoto che riguarda lui: gli avrebbero versato durante un ricevimento una qualche bevanda più o meno pregiata nel cappello a cilindro. I signori usavano tenere il loro cilindro appoggiato da una parte capovolto, appunto a mo' di vaso, quindi H.J. al momento di uscire e di rimettersi il cilindro si sarebbe versato in testa il contenuto. Mi pare, vero o falso, uno scherzo appropriato - ridicolizza quest'intelligentissimamente impalato signor scrittore.
In breve la storia: una ragazza di nome Isabel Archer, statunitense di spirito e di gradevole aspetto, viaggia in Europa e in Inghilterra viene locupletata da uno zio, anche lui statunitense, con una notevole eredità. A Firenze l'ereditiera viene sedotta (ovviamente in modo "spirituale") da un altro compatriota, tale Gilbert Osmond, interessato sì ai doni naturali di Isabel, ma anche ai suoi denari (70 mila sterline - si è attorno al 1876). Isabel, che ha mandato a vuoto una fila di pretendenti, cade nelle grinfie di Osmond e lo sposa. Solo da ultimo si accorge che le attenzioni del marito, ai tempi del corteggiamento (in carrozza alle Cascine, a Firenze), erano solidamente basate sul di lui interesse a sistemarsi con una moglie abbastanza ricca. Invece sa bene da tempo che ha sposato un mostro di conformismo travestito da dandy. Non importa, però. Da Roma, residenza stabile della coppia, si sottrae al mostro andando a trovare il cugino Ralph, morente, in Inghilterra, ma rigetta le proposte (serie, che diàmine !) che il più ostinato dei suoi pretendenti, un altro statunitense ricco di suo, nelle ultimissime pagine le fa. Niente, è sposata e basta - direbbe un grande che è felice nella sua infelicità. La sua infelicità la rende felice.
A parte il fatto che la psicologia attribuita ai suoi pupazzi da H.J. (fratello dell'importante psicologo William James) è assurdamente razionale e ha sempre, come dire, in erezione l'intelligenza, solo quella, bisogna riconoscere che questo "ritratto di signora" è degno di nota in quanto mostra l'orrore delle convenzioni e delle buone maniere tardo ottocentesche. Vittoriane.
Fortuna vuole d'altro canto che io non sappia quasi nulla di H.J. (vita eccetera), a parte che era statunitense e ricco, oltre che fratello di psicologo.

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