La pedagogia e il ministero dell'istruzione

 Galli della Loggia oggi 20 ii "21 sul Corsera depreca il linguaggio settoriale del ministero dell'istruzione, che lui chiama "pedagogichese", mi pare. Ovviamente ha ragione, ma dovrebbe sapere che il nulla ama travestirsi - e poche cose sono "più nulla" della pedagogia. Che inoltre ogni "disciplina" possiede il suo linguaggio settoriale, fatto apposta per creare outsider, e disprezza il linguaggio settoriale delle altre "discipline", o scienze che dir si voglia. Quanto ai voti espressi in numeri da 1 a 10 com'erano ai tempi di GDL e miei, ecco: facevano abbastanza schifo, ma non quanto fanno schifo le formulette escogitate dal sullodato ministero. I voti possedevano un intrinseco privilegio: quello di poter essere sommati tra loro, per cui se prendevi un 5 un 6 e un 4 era abbastanza facile perfino per un insegnante di lettere fare la media: 5. Ecco, ora forse non è più pensabile la media aritmetica, mentre è praticata una perversa formulazione "narrativa" in base a un formulario che vorrebbe impressionare con il suo tecnicismo  l'utenza (genitori, allievi) mentre la fa solo imbestialire.

Come al solito l'eccellente GDL non si domanda il  perché di questa merda. 

Il passaggio dal linguaggio umanistico di un tempo a quello macchinistico di oggi dipende dal trionfo della tecnica, che il capitalismo caldeggia. E il borghese, che pure gode privilegi dai più inimmaginabili, è infelice.

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