Chi l'ha visto?

E' morto Angelo Guglielmi (1929), celebrato animatore della terza rete Rai, attivo prima dell'avvento di Berlusconi al governo (1994). Guglielmi aveva fatto parte del “Gruppo 63”, una compagine di scrittori e critici (Arbasino, Balestrini, Eco, Manganelli, Sanguineti, Vassalli, Malerba sono coloro di cui ho letto nei decenni qualcosa, ma vi appartennero più o meno strettamente parecchi altri contestatori della produzione narrativa italiana post bellica, detta neorealista). Tra i bersagli del “Gruppo 63” so che vi furono Carlo Cassola e Giorgio Bassani. Del secondo ricordo L'airone e, a bella posta, non il più famoso suo romanzo. Del primo ricordo Un cuore arido e Ferrovia locale, a bella posta tralasciando il resto della sua ricca produzione, a me non del tutto ignota. Perché ho scritto “a bella posta”? Perché, specie a proposito di Cassola, non mi va di elencare né di facilitare troppo la vita di chi mi legge.

I tre libri menzionati sono di eccellenza direi umanistica assoluta e vantano inoltre una sapienza e abilità di scrittura invidiabile. Non solo: danno luogo a mondi letterari che reimmettono chi legge nel mondo.

Durante una trasmissione (mi pare “Blob”, che deve la propria nascita oltre che all'ingegno di Enrico Ghezzi e di Marco Giusti, al coraggio di Guglielmi) ho sentito Guglielmi deprecare, malevolo e con particolare durezza, Cassola - citandone qualche riga. Ebbene: è possibile che un domani la storia della cultura nazionale si occupi ancora di Guglielmi e di Cassola, chissà? Solo che il primo, di cui non credo che io soltanto ignori gli scritti, ha inventato “Chi l'ha visto?”, e il secondo ha scritto Un cuore arido.

Tra gli associati al “Gruppo 63” di cui sopra nessuno, che io sappia o meglio senta, è uno scrittore paragonabile a Cassola o a Bassani. L'unico comunque ad avere avuto successo in fatto di lettori, anche internazionale, è Umberto Eco. Di Eco ho letto, a parte qualche opera di carattere critico che qui non conta, Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno prima, di cui a bella posta ho interrotto la “fruizione” poche pagine prima della fine. Ma questa è davvero un'altra storia...

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