Abbellimento di un manicomio

 Mario Tobino fu un ottimo scrittore* ed esercitò tuttavia la professione di medico psichiatra. Due suoi testi conoscevo che testimoniano tale impegno, Le libere donne di Magliano e Per le antiche scale. Di recente mi sono imbattuto in un libro del 1990 intitolato Il manicomio di Pechino. Si tratta di un diario del 1955/56 tenuto da un certo dottor Ottaviani, incaricato di dirigere il manicomio di Lucca al posto del direttore di ruolo, ammalato. Nella finzione il dottor Ottaviani pretende che le sue note si debbano riferire al manicomio di Pechino e che il manicomio di Lucca, oggetto del diario, sia un pretesto. Un po' contorto il Tobino ... Comunque sia il dottor Ottaviani, primario di non so quale padiglione, deve misurarsi per un anno intero con le noie del comando di una istituzione dipendente dalla Provincia. Deve aver a che fare con la democristianeria lucchese, con i sindacati, ma se la cava e lavora alacre a migliorare il manicomio, a renderlo più bellino, s'impegna alla realizzazione del presepe e simili cose ... Dal punto di vista psichiatrico il dottor Ottaviani sperimenta la cosiddetta cura farmacologica del sonno, ai tempi talmente famosa che, decenne o giù di lì, ne sentii parlare anch'io ... Qual è il punto? Tobino non fu mai favorevole alla cosiddetta antipsichiatria, a Franco Basaglia, ebbe passione per i malati di mente in quanto tali, non fu mai d'accordo con la chiusura dei manicomi ... questo diario degli anni cinquanta, Pechino o non Pechino, lo dimostra in anticipo.

*Me ne sono già occupato qui (11 VII 2020).

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