L'organetto di nonno Orlando

 Orlando, anziano contadino laziale, vedovo, riceve notizia della morte del figlio, emigrato in Belgio. Lardellata la giacca di banconote, arriva a Bruxelles, partecipa al funerale e fa conoscenza della nipote, un'adolescente che, per fortuna non saprei, conosce l'italiano. La madre della ragazzina è mancante*, un'amica di famiglia fa ritorno in patria (Thailandia) ... in breve la nipote ha solo il nonno, Orlando. Sto riferendomi a un film del 2022 con Michele Placido, ottima presenza cinematografica magari dalla chioma un po' troppo vaporosa date le circostanze. Orlando vorrebbe tornare in Italia, all'orto, alle galline, direi anche a una donna non solo comare, ma è trattenuto in Belgio da obblighi di legge e dal senso del dovere. I soldi stanno finendo, c'è da pagare l'affitto, per cui Orlando si arrabatta a fare il facchino. La storia resta sospesa, da una parte Orlando firma per l'affido della nipote a una famiglia x, dall'altra tra i due si è sviluppato un legame piuttosto forte.

Lo spaesamento forzato del protagonista, lutto, viaggio, estraneità, burocrazia, mi ha dato dell'angoscia per motivi qui fuori luogo da riferire, comunque direi che Orlando sono io di fronte al mondo che cambia, o tutto insieme o a sbalzi, né si sa come fare.

Orlando, in patria abile suonatore di organetto alle feste di matrimonio, a Bruxelles conosce un compatriota che gli fa dono di un altro organetto ... per fortuna ...

Il film, piuttosto buono, è di Daniele Vicari.

* nel senso che alla nascita della figlia ha legalmente rifiutato la maternità.

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