Umiliazione e disprezzo

 Una firma del primo quotidiano italiano ieri 4 Maggio teorizzava che il pacifismo, da noi, dipende dalla umiliazione patita nel corso della guerra 1940-1945; e che il disprezzo vigente nei confronti dell'Ucraina, che combatte, ne sia una conseguenza ... la suddetta firma "spiega" tale trasformazione della propria umiliazione in pacifismo e quindi in disprezzo dell'altro combattente facendo un generico ricorso alla psicanalisi. I concetti della psicanalisi freudiana tuttavia funzionano, quando funzionano, se restano nell'ambito individuale della cura*, non sono congetture psicosociologiche. E' del resto una congettura della suddetta firma pure che in Italia vi sia disprezzo per l'Ucraina. Semmai a qualcuno i governanti ucraini hanno rotto le scatole. Passando comunque dalla impraticabile dimensione collettiva a quella individuale, fingo che la suddetta firma si sia rivolta a me: 'tu disprezzi l'Ucraina perché combatte e si difende' ... Io non disprezzo i governanti ucraini perché combattono, io li disprezzo perché hanno cacciato il Paese nella situazione che sappiamo a causa del loro asservimento all'Occidente. Se la suddetta firma intendeva esprimere il proprio desiderio che i popoli europei godano a causa del loro "prestito"  di 90 miliardi di euro all'Ucraina in guerra deciso dalla Ue, doveva percorrere altre strade argomentative.

*V. Ernesto Codignola, Il vero e il falso, Boringhieri editore.

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