Oggettivamente l'università di Civitarotta, che mi eroga un non disprezzabile mensile per 13 volte all'anno, mi ha messo in "pensione anticipata a stipendio pieno"- nota bene: dopo avermi chiesto, a suo tempo, di non andarci sul serio, come desideravo; ora non ho più insegnamento, esami, tesi, agli esami di laurea non mi si convoca, eccetera. Si tratta di uno spreco di denaro e di "risorse umane".
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Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua! La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...
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