La nostra corrispondente da Firenze c'informa che in una scuola superiore di quella città il preside ha comunicato epistolarmente agl'interessati (pischelli dai quattordici ai diciotto anni circa) la nomina a "rappresentante di classe" rivolgendosi loro con la formula "Signoria Vostra" (S.V.). Il che, oltre che ridicolo ed anacronistico, avrebbe ingenerato in qualcuno di quei nesci l'idea che il preside stesse sul serio complimentandosi con loro. Il che da un certo punto di vista non è del tutto falso, essendo la detta formula alquanto complimentosa. Sì, ma in senso generico, impersonale.
Un matrimonio radicalmente sbagliato
Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...
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