C'informa un amico, docente nell'università di Firenze, di un fatto straordinario: incapace di lavorare a certe pratiche internettiche a causa della sua venerabile età (è prossimo al pensionamento per vecchiaia, l'amico), fatto oggetto, dalla maggior parte dei colleghi, d'indifferenza, mai d'interessamento, è stato raggiunto da una telefonata dal Palazzo; in breve: una Signora Funzionaria gli ha fatto presente di essere stata informata delle di lui difficoltà (...) esattamente da un collega premuroso (...) che le aveva segnalato il caso triste di un vecchio collega (il nostro amico) incapace di entrare nei ed uscire dai labirinti internettici. Di essere disposta ad aiutarlo, ha detto la Funzionaria. Il nostro vecchietto è andato dunque nel Palazzo dell'università fiorentina, sito nella piazza intitolata a "San Marco" (...)e, grazie ad una impiegata dipendente della suddetta Funzionaria, ha risolto i suoi problemi, sembra (...). Fa notare tuttavia il nostro amico che l'impiegata, presumibilmente abile nell'arte labirintica di cui sopra, ha impiegato ben trentacinque minuti ad eseguire una operazione come quella richiesta, quantitativamente esigua di dati: ciò significherebbe, secondo il nostro amico, che l'operazione in questione non era poi così semplice, e che le di lui medesimo difficoltà erano (e sono) legittime. Ciò precisato dal nostro corrispondente e amico, ammettiamolo: il fatto è straordinario. Ah, se fosse così anche da noi, a Civitarotta!
Ci aggiorna ieri, 12 maggio, il nostro: ha dovuto rivedere l'ufficio delle gentili Peppe, infatti i problemi non erano finiti. Stavolta una ora e mezzo!
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Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua! La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...
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