In Repubblica, ieri 3 maggio 2012, si leggeva un articolo sui problemi che sta incontrando l'operazione definita "Valutazione della qualità della ricerca" universitaria italiana. In effetti i lavori da "valutare" sono decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, quindi si tenterà, pare, di semplificare l'operazione risalendo ai luoghi (riviste, case editrici) dove sono pubblicati i lavori, come dire che, invece di fare l'unica cosa sensata, leggere, si valuterà il livello della rivista o casa editrice ospitante il testo o il materiale in questione. In altri termini: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Ovviamente qui interessa il settore in cui è la scrittura che conta, e di ciò ci occupiamo. Nessuno nega che pubblicare su "Paragone" sia più prestigioso che pubblicare su "La Musa del Mugello", tuttavia può darsi che, leggendo il saggio pubblicato dalla prima rivista si sia influenzati positivamente(effetto placebo), mentre leggendo il saggio pubblicato dalla seconda rivista si sia influenzati negativamente (effetto nocebo), indipendentemente dal valore dei saggi.
Innegabilmente leggere tutta la massa di scritti prodotti dagli studiosi è e resta impossibile, dunque l'operazione VQR è destinata a fallire.
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Le traduzioni aiutano i lettori non poliglotti ad entrare in testi altrimenti ostici o impossibili, ciò vale certo per le opere scientifiche, saggistiche, e per la narrativa. Per quanto riguarda la poesia non vorrei leggere testi tradotti a causa del fatto che la lingua non è solo uno strumento della poesia, ma un suo scopo anche musicale, il quale in traduzione si smarrisce o viene snaturato. Ciò mi riporta a quella narrativa che non abbia la lingua solo come strumento, ma la abbia anche come scopo. Neanche tale narrativa vorrei leggere in traduzione. Tuttavia la leggo, magari tentando in un secondo momento di entrare nell'originale. Leggere poesia, d'altra parte, è talvolta arduo anche se è stata scritta nella nostra lingua! La poesia che usi la lingua solo come strumento semplicemente non è poesia, ma è prosa distribuita nella pagina a imitazione della poesia. La narrativa che abbia la lingua anche come scopo è la migliore, secondo il mio gusto, d'altra parte apprezzo u...
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