"sai quello che si occupa di diritto del lavoro?"
"che cos'è?"
"è lo studio su come rendere più servi i lavoratori e più padroni i padroni"
"sul lavoro?"
"sul lavoro"
"allora quello chi?"
"è famoso, un professore universitario, un parlamentare, un sindacalista, fa un sacco di cose"
"e come fa?"
"lavora, lui, mica come te"
"ah ecco, insomma, che cosa mi volevi dire?"
"giusto, mi ero distratto, dunque, questo pierinone vuole che i risultati della valutazione della qualità della ricerca universitaria siano pubblici non solo a livello di dipartimento, ma a livello di singoli"
"sì, e allora?"
"dice che così gli utenti saprebbero dove studiare e dove non studiare"
"e non ha ragione, il pierinone? A me sembra di sì"
"ma no, i risultati della valutazione della ricerca sono una merda fatta con metodi di merda, farne un riferimento ad personam, come vuole il pierinone, significa crederci, credere in una merda"
"e come se ne esce"
"non se ne esce"
Un matrimonio radicalmente sbagliato
Più di un secolo fa Sibilla Aleramo pubblicò il romanzo Una donna che ho riletto in questi giorni dopo che me ne aveva messo la voglia il libro di Sebastiano Vassalli su Dino Campana, La notte della cometa . In effetti ho ripreso in mano anche la raccolta degli scritti del poeta, Canti orfici , ma non è ora che intendo scriverne. Molti sanno che Dino Campana e Sibilla Aleramo vissero una esperienza amorosa dopo che lei aveva letto gli scritti di lui, ma non mi interessa scriverne. Il romanzo Una donna racconta in prima persona le vicende di chi, per motivi professionali paterni, si trasferisce da Milano a una cittadina "del Mezzogiorno", poi è costretta a lasciare, finite le elementari, la scuola e tuttavia volentieri si rende utile, prodigiosamente, nell'azienda diretta dal padre - adorato. La bambina diventa una adolescente che un collega d'ufficio corteggia non senza essere in qualche modo ricambiato con una certa complicità. Dopo reiterati tentativi il giovanot...
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