La lettera che il noto Lavitola avrebbe scritto a Berlusconi, pubblicata ieri 29 settembre su La Stampa e certo da altri giornali, non contiene solo riferimenti precisi a parlamentari pagati da Lavitola con lo scopo di toglierli alla maggioranza di centrosinistra per far cadere il governo Prodi, né solo riferimenti alla costruzione di un caso di malaffare (la "casa di Montecarlo") con lo scopo di danneggiare Gianfranco Fini, né altri spunti che permettono, se autentici, di indovinare che con Berlusconi Lavitola aveva un rapporto di genere manzoniano (come quello tra il "Griso" e Don Rodrigo), ma presenta anche una serie di strafalcioni ortografici.
E' un fatto che sempre più spesso, quando si entra in contatto con quest'intimità di una persona (la sua scrittura), troviamo lo squallore dell'incapacità di comporre una lettera, uno scritto qualsiasi, senza che la lingua italiana ne esca danneggiata. L'autore ne risulta, agli occhi di chi ama la lingua italiana, ridicolizzato, ma sfortunatamente ad amare la lingua italiana siamo in pochi.
P.S. questo post era pieno di errori!
E' un fatto che sempre più spesso, quando si entra in contatto con quest'intimità di una persona (la sua scrittura), troviamo lo squallore dell'incapacità di comporre una lettera, uno scritto qualsiasi, senza che la lingua italiana ne esca danneggiata. L'autore ne risulta, agli occhi di chi ama la lingua italiana, ridicolizzato, ma sfortunatamente ad amare la lingua italiana siamo in pochi.
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