Prendiamola così, per una volta: quando si parla di scuola bisogna sforzarsi di considerarne anche le caratteristiche materiali, concrete, visibili, non soltanto i significati, che solo pochi vedono. Dunque, ecco un preciso istituto superiore sito in una nota ed antica città, con sede in una piazza piuttosto luminosa e dotata di visibilità artistica, visitata da migliaia di turisti. Il portone d'ingresso dell'istituto, che tra l'altro reca nella sua denominazione il termine "arte", è consumato e stinto, piccolo, ridicolo e sporco, al suo interno s'intravede, transitando per la piazza, una sorta di parete posticcia grigia di metallo, talvolta un sacco nero d'immondizia in attesa, l'ingresso sul vicolo del retro (cucina o altro) d'una trattoria trascurata probabilmente farebbe un effetto meno squallido e disordinato. I NAS incomberebbero, la trattoria sarebbe chiusa velocemente. L'istituto resta invece aperto, perché in realtà è un "servizio sociale". Gli ambienti interni sono sporchi e le pareti non recano riproduzioni di grandi Maestri della pittura o foto di opere di scultuta di grandi Maestri, o di architetture (tra l'altro l'istituto ha il nome d'un grande architetto), ma scritte varie brutali o demenziali lasciate negli anni dagli studenti. Sulla porta d'un aula è leggibile anche una bestemmia. Ci s'immagini che cosa possono essere i cessi. Quasi ogni anno in autunno questo istituto, come molti altri, subisce la ferita rituale di una occupazione, ciò aumenta il degrado ambientale senza accrescere la consapevolezza politica degli studenti, la maggioranza dei quali approfitta dell'occupazione come di una vacanza imprevista. Probabilmente il cosiddetto preside dell'istituto difenderebbe la "sua" scuola da critiche simili alla presente, se non con qualche vana chiacchiera sociologica, con l'argomento della mancanza di fondi utili a mantenere un minimo di decenza ambientale. I soldi, o "risorse", sono sempre pochi, lo sono sempre stati, ma ciò non giustifica né il preside né il provveditorato né il ministero né qualsiasi altro ente eventualmente responsabile. I soldi devono essere trovati. Gl'imbianchini devono essere chiamati, gl'idraulici, gli elettricisti, i falegnami, i muratori!
E' noto che un ambiente degradato favorisce comportamenti che si rispecchiano in esso, un istituto mantenuto nei limiti almeno della decenza forse richiamerebbe a tale valore (non solo morale ma anche intellettuale) anche gli studenti, poveri coatti di un obbligo che non capiscono e che, secondo noi, è sbagliato. Certo abbiamo visto per esempio una facoltà nuova di zecca punzecchiata in solo tre anni da piccole (per ora) tracce di inciviltà giovanile, in definitiva di stoltezza giovanile, che è comprensibile senza cessare con questo di essere imperdonabile. Tuttavia continuiamo a credere che un ambiente pulito e curato, modesto magari ma seriamente sorvegliato nel suo insieme, un ambiente dove non sia una bestemmia ad accogliere in classe studenti e "professori" (detti giustamente solo "prof"), costituirebbe un invito alla pulizia, alla cura, alla modestia - proprio negli studi.
I prof sono malpagati e non servono più la causa dell'istruzione, mentre più o meno consapevolmente servono la causa dell'assistenza sociale, se non scadono al livello di secondini. Stressati, scoppiati, bruciati, tristi schiavi della sicurezza di un salario sicuro, poveracci, si ricordano di essere professori soltanto al momento degli scrutinii finali, quando bocciano caterve di studenti, alcuni di questi ultimi risultano bocciati anche due volte di seguito. Non basta bocciare, certo è orribile (fingere di) promuovere come fanno alle medie, alle elemntari, ma bocciare non basta. Bisogna ripulire la scuola, bisogna pompare denaro nella scuola, restaurarne gli ambienti, cambiare gli arredi, pagare meglio il personale, abolire l'obbligo, garantire prezzi onesti ai libri di testo e ai materiali (uno studente d' istituto "artistico" ne ha molto bisogno) di studio.
Si parla tanto di "formazione" (per quanto a vanvera ed in deroga dal significato alto del termine): che razza di formazione propone questo istituto brutto, sporco, cattivo?
E' noto che un ambiente degradato favorisce comportamenti che si rispecchiano in esso, un istituto mantenuto nei limiti almeno della decenza forse richiamerebbe a tale valore (non solo morale ma anche intellettuale) anche gli studenti, poveri coatti di un obbligo che non capiscono e che, secondo noi, è sbagliato. Certo abbiamo visto per esempio una facoltà nuova di zecca punzecchiata in solo tre anni da piccole (per ora) tracce di inciviltà giovanile, in definitiva di stoltezza giovanile, che è comprensibile senza cessare con questo di essere imperdonabile. Tuttavia continuiamo a credere che un ambiente pulito e curato, modesto magari ma seriamente sorvegliato nel suo insieme, un ambiente dove non sia una bestemmia ad accogliere in classe studenti e "professori" (detti giustamente solo "prof"), costituirebbe un invito alla pulizia, alla cura, alla modestia - proprio negli studi.
I prof sono malpagati e non servono più la causa dell'istruzione, mentre più o meno consapevolmente servono la causa dell'assistenza sociale, se non scadono al livello di secondini. Stressati, scoppiati, bruciati, tristi schiavi della sicurezza di un salario sicuro, poveracci, si ricordano di essere professori soltanto al momento degli scrutinii finali, quando bocciano caterve di studenti, alcuni di questi ultimi risultano bocciati anche due volte di seguito. Non basta bocciare, certo è orribile (fingere di) promuovere come fanno alle medie, alle elemntari, ma bocciare non basta. Bisogna ripulire la scuola, bisogna pompare denaro nella scuola, restaurarne gli ambienti, cambiare gli arredi, pagare meglio il personale, abolire l'obbligo, garantire prezzi onesti ai libri di testo e ai materiali (uno studente d' istituto "artistico" ne ha molto bisogno) di studio.
Si parla tanto di "formazione" (per quanto a vanvera ed in deroga dal significato alto del termine): che razza di formazione propone questo istituto brutto, sporco, cattivo?
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