Saluzzo docet

L'assottigliarsi della distanza tra docenti e discenti, nella scuola, porta a qualche inconveniente di troppo, come s'intravede anche nel caso (qui preso in astratto) di quel professore di Saluzzo che avrebbe avuto "storie" con sue alunne, negli anni passati, e che adesso rischia grosso, almeno per il fatto che le allieve ai tempi erano minorenni, dato che la legge vieta i rapporti erotici tra gli adulti e i minori, anche se questi ultimi sono d'accordo. 
E' discutibile, questo divieto, e non tiene conto della diminuita distanza tra il mondo degli adulti e quello dei minori. Naturalmente non tiene conto neppure del fatto che la seduzione è un fenomeno interattivo
Quanto all'accusa eventuale al docente di Saluzzo di aver "indotto" un'allieva al suicidio (nel contesto d'una loro relazione extrascolastica), tale accusa rimanda a un reato discutibile almeno come quello di plagio.
Il docente ha certo commesso degli errori, cedendo con ogni probabilità - in una situazione troppo confidenziale - alle grazie più  meno consapevolmente offerte, c'è da credere, dalle allieve, tuttavia alzare polvere scandalistica su questa materia è ipocrita. Noi consigliamo a chi si scandalizza di farsi un giro all'ora dell'uscita (o dell'entrata) nei pressi d'una scuola superiore. Vedrà che genere di pecorelle siano le studentesse, e quali lupi le insidino - tra i docenti.
Il punto comunque sta nello snaturamento, che è stato realizzato nei decenni, della dimensione didattica: il docente di Saluzzo pagherà con una sospensione dal lavoro (e dallo stipendio), se non con la galera, ma a pagare dovrebbe essere chi ha governato la scuola (non mi riferisco agli esangui ministri della pubblica e privata istruzione, ma ai cervelloni pedagogici del ministero) e l'ha trasformata in un casotto "formativo" onnicomprensivo, limando spietatamente le sue funzioni essenziali: di istruzione.

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