La scuola che vorrebbe Scotto di Luzio

Ho letto un libro pubblicato da B. Mondadori con il titolo "La scuola che vorrei", autore Adolfo Scotto di Luzio. Ne ho avuto notizia da una recensione di Galli della Loggia sul Corriere.
Il testo, breve, bersaglia di critiche la "nostra" scuola, che è davvero ridotta assai male: chi ha letto i molti post che ho lasciato sull'argomento in questo blog dovrebbe sapere come la penso. Io guardo quel che posso vedere, Scotto di Luzio è uno storico specialista e diciamo che lungi mira. Quindi contestualizza il disastro, ciò che io non ho avuto la pretesa di fare.
Diversamente da me l'autore è un liberale, quindi politicamente la sua critica alla perdita di senso della scuola democratica e costituzionalmente corretta viene da una parte diversa rispetto alla mia, quella di un comunista. Ciò significa che sono d'accordo con l'autore in fatto di segnalazione degli errori, non sulla spiegazione dei medesimi, tuttavia notevole.
E' un libro da leggere, non facile a causa del linguaggio direi astratto dell'autore, e dei suoi riferimenti a Carneadi settoriali, ma è da leggere.
La scuola manca di padre; dimentica l'importanza della volontà; enfatizza i diritti tralasciando i doveri; è sovraccarica di funzioni che con l'istruzione non c'entrano.

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