Scuola e corruzione

Ernesto Galli sul Corriere di oggi istituisce un nesso di causalità tra la condizione penosa della scuola e la corruzione in Italia, inclusi gli imbrogli che alcuni dipendenti pubblici realizzano ai danni delle amministrazioni cui fanno capo. Sostiene che nella scuola manca la disciplina da decenni e che nella scuola accade che gli studenti si facciano beffe degli insegnanti. Mettono in atto il loro disagio, si potrebbe anche dire, se non sembrasse assolutorio. Io credo comunque che Galli abbia nel complesso ragione, tanto è vero che qui tempo fa ho scritto contro la "educazione alla legalità" in nome dell'idea che alla "legalità" ci si abitua rispettando determinati rituali e regole, ciò che nella scuola si tende a non fare più. I giovani imparano a fregarsene, e poi da adulti di tutto se ne fregheranno. Qualunquisticamente. Tuttavia Galli, ed anche su questo ho già scritto qui, non si domanda perché la scuola è diventata come è; questo vuol dire che lui non va alla radice del male. Che è il dominio crescente del denaro, unico valore. E' l'individualismo crescente, unica misura. E' il liberalismo vincente - detto più chiaro: è il capitalismo. Ma questo il Galli non può vederlo, infatti, comodo, ci sta seduto sopra, e ben remunerato.

Ps: merita  precisare che la "legalità" in questione è quella "borghese", per cui si gioca a Monopoli rispettando le sue regole. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Un matrimonio radicalmente sbagliato

Tradurre

Musica di Mishima