I defunti meritano rispetto
La pubblicazione delle lettere tra Alberto Moravia ed Elsa Morante, recensita uno di questi giorni sul Corriere, corrisponde con ogni probabilità al desiderio di realizzare guadagni da parte degli "eredi" dei due scrittori e da parte dell'editore; non nego del resto che ad un certo genere di studiosi possa tornare utile. Non è la prima volta né sarà l'ultima.
Eh, la scienza, la scienza!
Faccio notare che la "situazione sociale", o circostanza. dello scrivere lettere (all'amata/o, alla moglie/marito, agli amici, eccetera) è tuttavia un tantino diversa dalla "situazione sociale", o circostanza, dello scrivere romanzi e racconti per il pubblico - e per la critica. Scrivere romanzi e racconti è un lavoro, assai particolare, sì, ma lavoro; scrivere lettere non lo è.
Questo gli studiosi lo sanno, e, qualora siano inclini alle ricostruzioni biografiche, è naturale che si curino delle lettere, magari dei biglietti eccetera. Già diverso è il caso degli studiosi che aboliscono le differenza tra vita ed opere dei loro oggetti di studio.
Al pubblico gli epistolari privati dei famosi vengono venduti a scopo vagamente masturbatorio, comunque rientrano nel pettegolezzo.
I defunti, anche se celebri come Moravia e Morante, meritano rispetto. Ti piacerebbe, Gustavo, che a tutti fossero sciorinate le missive amorose che scrivevi da giovane a Guendalina, o i madrigali che donavi su carta a Rosalba? Errori compresi, magari?
Eh, la scienza, la scienza!
Faccio notare che la "situazione sociale", o circostanza. dello scrivere lettere (all'amata/o, alla moglie/marito, agli amici, eccetera) è tuttavia un tantino diversa dalla "situazione sociale", o circostanza, dello scrivere romanzi e racconti per il pubblico - e per la critica. Scrivere romanzi e racconti è un lavoro, assai particolare, sì, ma lavoro; scrivere lettere non lo è.
Questo gli studiosi lo sanno, e, qualora siano inclini alle ricostruzioni biografiche, è naturale che si curino delle lettere, magari dei biglietti eccetera. Già diverso è il caso degli studiosi che aboliscono le differenza tra vita ed opere dei loro oggetti di studio.
Al pubblico gli epistolari privati dei famosi vengono venduti a scopo vagamente masturbatorio, comunque rientrano nel pettegolezzo.
I defunti, anche se celebri come Moravia e Morante, meritano rispetto. Ti piacerebbe, Gustavo, che a tutti fossero sciorinate le missive amorose che scrivevi da giovane a Guendalina, o i madrigali che donavi su carta a Rosalba? Errori compresi, magari?
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