Drieu La Rochelle, Céline

Drieu La Rochelle è ricordato nel supplemento settimanale del Corriere di questa settimana. Fu uno scrittore elegante il cui titolo più famoso resta "Fuoco fatuo", ebbe inclinazioni politiche di destra e terminò la sua vita con un riuscito suicidio. Visse il periodo in cui la Francia era dominata dai tedeschi, che l'avevano militarmente sgominata nel 1940, ragione per cui risulta oggi ricordato come un collaborazionista. L'articolista non manca di chiamare in causa Céline, che, anche lui di destra, fu accusato di collaborazionismo con i tedeschi - intesi come nazisti. Céline non terminò la sua vita che molti anni dopo la fine della guerra, dopo essere stato in carcere ed aver subito non pochi affronti da parte dei vincitori: diciamo che era una pellaccia. L'articolista, che denomina spiritosamente La Rochelle come un "James Dean fascista", sostiene che Céline fu un farneticante sostenitore del fascismo e del nazismo, e comunque ne distingue l'opera, menzionando  i romanzi scritti negli anni trenta (Voyage, Mort à credit), dalle farneticazioni, forse riferendosi ai testi scritti contro gli ebrei, tra i quali il più noto è Bagatelles pour un massacre. L'articolista sbaglia, infatti c'è continuità stilistica tra i romanzi sopra ricordati e i testi contro gli ebrei, la farneticazione controllata, del resto, proseguì dopo la fine della guerra negli altri "romanzi" di Céline, a partire da Nord. Non voglio affermare che Bagatelles e Mort à Credit siano da mettere sullo stesso piano, infatti il primo è un'invettiva, il secondo un romanzo (a tratti eccezionale), ma la tastiera del pianoforte letterario è suonata dalle stesse mani. Se ne accorgeranno i lettori quando avranno la possibilità di frequentare i testi contro gli ebrei, ora quasi introvabili per volere della moglie di Céline, a quanto ne so ancora viva.

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