Massimo Fagioli
E' defunto lo psichiatra Massimo Fagioli, di cui molti nei decenni hanno sentito parlare per la sua pratica psicoterapeutica diciamo assembleare; a Roma convenivano anche da altre città persone desiderose di fare un'esperienza diversa dalla psicoterapia individuale, tra il gesuitico ed il maoista, per altro a costi meno gravosi, quando non gratuita (gli oboli erano ad libitum). Il sottoscritto non ha mai partecipato a tali sedute assembleari durante le quali i convenuti raccontavano, quando riuscivano a prendere la parola, i loro sogni, ed il Fagioli dava le sue interpretazioni; almeno all'inizio il fumare non era interdetto, per cui la scena era anche soffocante, sembrerebbe. Il Fagioli, espulso dalla società psicanalitica freudiana, considerava Freud meno valido di quanto si sia, anche pigramente, soliti fare, ed a parte certi eccessi verbali non credo che avesse torto. Fagioli, dico. Una volta soltanto ho avuto occasione di vederlo, a Firenze, in una sede universitaria dov'era stato invitato da un docente che aveva l'abitudine di chiamare personaggi noti durante le sue lezioni, che in definitiva si esimeva dal tenere. Non ricordo niente di questa uscita fiorentina del Fagioli, che portava per motivi a me ignoti degli occhiali scuri che gli davano un'aria sinistra. Una certa aggiuntiva fama al Fagioli venne dal fatto che tra i suoi diciamo seguaci si segnalò il famoso regista Marco Bellocchio. Fagioli ha scritto diversi libri, qui ricordo Istinto di morte e conoscenza, edito da Armando in Roma. Lo ho da decenni, ma non ne ho mai letto una sola pagina. Vedrò di rimediare.
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