Biopolitica?
La nuova prefetta di Firenze ha disposto che i "centri" ospitanti immigrati chiudano già alle otto di sera e che i "pacchi" che gli immigrati alloggiati in tali "centri" ricevono per posta siano aperti, dai destinatari, alla presenza del personale dei "centri".
La nuova prefetta di Firenze porta un nome pesante, infatti si chiama Lega. Non è una colpa.
A me sembra che le otto di sera siano un limite temporale eccessivo e che l'apertura dei "pacchi" davanti al personale dei "centri" sia persecutoria, ma certo io non ragiono come un prefetto o come un poliziotto - del resto un prefetto o un poliziotto potrebbero dire che non ragionano come me!
Il presidente della regione toscana, Enrico Rossi, membro di quel raggruppamento politico "democratico e progressista" che è fuoriuscito dal Pd ed ha partecipato con scarsa fortuna alle elezioni politiche del marzo scorso sotto la sigla Liberi e Uguali, forte forse di qualche lettura del già famosissimo sociologo francese Foucault (1926-1984), ha dichiarato, in opposizione alla Lega, intesa come prefetta di Firenze, che le descritte disposizioni sono "biopolitica". Che è un modo elegante di dire, in questo caso, che sono ispirate al e dal razzismo.
Le disposizioni della dottoressa Lega non sono "biopolitica"; lo sarebbero nel caso che riguardassero residenti comuni in possesso dei mezzi di sostentamento - di qualsiasi nazionalità essi fossero. Gli immigrati non sono residenti comuni, sono ospiti a carico dello Stato o di altri Enti, ragione per cui non hanno gli stessi diritti dei residenti comuni - sono evidentemente sotto tutela.
La nuova prefetta di Firenze porta un nome pesante, infatti si chiama Lega. Non è una colpa.
A me sembra che le otto di sera siano un limite temporale eccessivo e che l'apertura dei "pacchi" davanti al personale dei "centri" sia persecutoria, ma certo io non ragiono come un prefetto o come un poliziotto - del resto un prefetto o un poliziotto potrebbero dire che non ragionano come me!
Il presidente della regione toscana, Enrico Rossi, membro di quel raggruppamento politico "democratico e progressista" che è fuoriuscito dal Pd ed ha partecipato con scarsa fortuna alle elezioni politiche del marzo scorso sotto la sigla Liberi e Uguali, forte forse di qualche lettura del già famosissimo sociologo francese Foucault (1926-1984), ha dichiarato, in opposizione alla Lega, intesa come prefetta di Firenze, che le descritte disposizioni sono "biopolitica". Che è un modo elegante di dire, in questo caso, che sono ispirate al e dal razzismo.
Le disposizioni della dottoressa Lega non sono "biopolitica"; lo sarebbero nel caso che riguardassero residenti comuni in possesso dei mezzi di sostentamento - di qualsiasi nazionalità essi fossero. Gli immigrati non sono residenti comuni, sono ospiti a carico dello Stato o di altri Enti, ragione per cui non hanno gli stessi diritti dei residenti comuni - sono evidentemente sotto tutela.
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