L'imitatore di voci

Dal 1995 (tardi, quindi) ho iniziato a leggere le opere di Thomas Bernhard. Il mio primo libro fu Perturbamento (Verstoerung), che da allora mi ha incontrato quattro volte. 
Consta di due parti. Nella prima il narratore, un giovane tornato a casa dalla città dove compie i suoi studi, accompagna il padre, un medico di campagna, nel suo giro di visite. 
Si tratta di "casi ingrati", come dichiara il medico al ragazzo. Ingrati non solo dal punto di vista patologico ma anche dal punto di vista sociale.
La prima parte è varia e cupamente curiosa. Il medico non risponde a una lettera del ragazzo, interrogativa in merito a certe difficoltà che esistono in famiglia specie dopo la morte della madre, con un'altra lettera, ma con il giro di visite fatto in compagnia.
Guai seri, in giro, e poco ci si può fare, sembra che dica il medico al ragazzo, preoccupato in particolare dello stato inquietante della sorellina.
Bernhard presenta una provincia austriaca afflitta, malata, disperata e così via. Troppo.
La seconda parte del libro è dedicata tutta quanta alla visita fatta dal medico, accompagnato da suo figlio, al principe Saurau, nel suo castello di Hochgobernitz. Il principe è un intellettuale tormentato essenzialmente dalla sua vedovanza e dall'assenza del figlio, studente/studioso in Inghilterra. Tale tormento acuisce la follia del principe, il quale monologa per un centinaio di pagine squisite, ossessive, appunto folli e però anche comiche.

Il lettore di Bernhard non dimentichi un piccolo libro del suo carissimo  autore, intitolato L'imitatore di voci (Der Stimmenimitator). Si tratta di una raccolta di brevi testi gustosi tra i quali spicca significativo quello che porta il titolo della raccolta stessa. Abbiamo un imitatore (si pensi ad Alighiero Noschese) che non sa però imitare la sua propria voce.

L'autore, Bernhard, "imita la voce" del principe Saurau, il ricchissimo proprietario disadattato e folle, la imita bene, come ne imita tante altre in altri libri e libretti.
La sua, di voce, lascia tracce in quelle imitate, ma non si sa quale sia. 
Alighiero Noschese, una cosiddetta star della tv in bianco e nero, si suicidò.

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