Nanni Balestrini è morto
La morte di Nanni Balestrini, di cui lessi moltissimi anni fa Vogliamo tutto e La violenza illustrata, ha indotto gli autori di "coccodrilli" a ricordare l'adesione del defunto al cosiddetto Gruppo 63, un manipolo di scrittori di più o meno solida fama che appunto in quell'anno vollero prender posizione contro la narrativa allora in auge. Un professore universitario di filosofia, Massimo Cacciari, di recente in un'intervista ha riferito di aver letto a 15 anni La fenomenologia dello spirito (F. Hegel); io nel 1963 avevo 16 anni, ma ignoravo tutto perfino del Gruppo 63, assai meno importante della FDS: iniziavo a tirar su la mia collezione di libri, questo sì.
Comunque fosse e sia, il Gruppo 63 ce l'aveva su con Carlo Cassola e con Giorgio Bassani, come già sapevo e ho trovato confermato leggendo un "coccodrillo" nel Corriere della sera.
Ora, guai a chi tocca Cassola, il quale ha scritto Un cuore arido, Ferrovia locale, Il taglio del bosco, e una quantità di racconti e romanzi che sono costruzioni grandemente convincenti di parole e di atmosfera, opere imperiture - legatissime, in fatto di competenza, alla Toscana, ma capaci di viaggiare il mondo.
Quanto a Bassani, inutile ricordare Il giardino eccetera, ottimo, o Gli occhiali d'oro, meglio rileggere L'airone, storia di una giornata di caccia in zona delta del Po, formidabilmente triste e fluida, perfetta.
Tra gli scrittori del Gruppo 63 vi era anche Umberto Eco, il futuro professore di "semiologia" che avrebbe scritto romanzi anche di successo mondiale: ora, basta aprire a caso Il nome della rosa e, accanto, Un cuore arido, per capire chi è lo scrittore e chi invece è un combinatore letterario.
Ciao, Nanni Balestrini.
Comunque fosse e sia, il Gruppo 63 ce l'aveva su con Carlo Cassola e con Giorgio Bassani, come già sapevo e ho trovato confermato leggendo un "coccodrillo" nel Corriere della sera.
Ora, guai a chi tocca Cassola, il quale ha scritto Un cuore arido, Ferrovia locale, Il taglio del bosco, e una quantità di racconti e romanzi che sono costruzioni grandemente convincenti di parole e di atmosfera, opere imperiture - legatissime, in fatto di competenza, alla Toscana, ma capaci di viaggiare il mondo.
Quanto a Bassani, inutile ricordare Il giardino eccetera, ottimo, o Gli occhiali d'oro, meglio rileggere L'airone, storia di una giornata di caccia in zona delta del Po, formidabilmente triste e fluida, perfetta.
Tra gli scrittori del Gruppo 63 vi era anche Umberto Eco, il futuro professore di "semiologia" che avrebbe scritto romanzi anche di successo mondiale: ora, basta aprire a caso Il nome della rosa e, accanto, Un cuore arido, per capire chi è lo scrittore e chi invece è un combinatore letterario.
Ciao, Nanni Balestrini.
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