Tiziano Terzani in Cambogia

Ieri 17 Ottobre Rai Storia si occupava del governo comunista cambogiano diretto da Pol Pot dal 1975, responsabile di "genocidio" ai danni di "milioni" di cambogiani dai comunisti considerati non idonei alla rivoluzione.
Due cose mi hanno colpito, fermo restando che l'eliminazione fisica degli avversari politici è sempre inaccettabile.
Uno: nel corso della trasmissione, diretta come al solito da Paolo Mieli, si è menzionato più volte il ruolo degli Usa nei fatti e misfatti avvenuti nella penisola indocinese prima e dopo il 1975, e mai si è messo in discussione tale ruolo, considerato scontato.
Due: si è udito il (defunto) giornalista Tiziano Terzani riferire di una sua esperienza cambogiana di obnubilamento ideologico della percezione della realtà dei massacri compiuti dai comunisti. Il Terzani diceva in altri termini che, ai tempi essendo lui di sinistra, aveva visto quel che la sua ideologia gli permetteva di vedere, non quel che "davvero" accadeva.
Sia il Mieli che l'esperto invitato hanno sottolineato molto l'importanza della confessione di Terzani, con ciò dimostrando la loro ingenuità, se non la loro mala fede. Infatti non c'è mai percezione di eventi sociali o politici che non sia cognitivamente orientata in base all'ideologia (magari inconsapevole) del percettore. 
Vedi l'esempio sopra riportato, per cui le mani Usa in Indocina passano come cosa naturale.

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