Rispetto per le parole morte

Ieri 20 II 2020 una recensione nel Corriere illustrava un libro sulla decadenza di alcune parole della lingua italiana - non ricordo né il nome dell'esimio autore né quello del sagace recensore. 

Sappiamo che spesso dalle bocche o dalle altre fonti audio ci arrivano parole usate a capocchia, nel senso che il loro significato è stravolto dall'uso che ne vien fatto. 

Si dà il caso che in questi giorni io stia traducendo un racconto di E.Allan Poe, scrittore statunitense defunto nel 1849, e che urti contro la letteraria ricchezza del suo lessico, il quale credo che spiazzerebbe molti parlanti statunitensi di oggi. 

Vale anche per l'italiano!

Comunque d'accordo: se non sai che cosa vuol dire "esoso", è un esempio, lascialo riposare in pace, non lo dissotterrare per fargli fare un lavoro che non gli compete.

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