In forza della legge - contro la legge della forza
Ho già scritto qui anni fa che Galli della Loggia, docente universitario (oggi forse in pensione) passato necessariamente da concorsi, ha del coraggio a predicare in favore dei concorsi rispetto al male che, secondo lui, rappresentano le promozioni in ruolo "ope legis" degli insegnanti nei vari ordini della scuola. Difatti i concorsi universitari sono la fogna assoluta, l'acqua nera in cui galleggiano puttanate, ruffianate, favoritismi, infamie, tradimenti, mafia, massoneria eccetera.
Oggi Galli della Loggia, che non a torto critica la scuola perché è divenuta un contenitore di minori senza essere più un posto di studio e di insegnamento, torna a prendersela con i fautori di un provvedimento di assunzione dei docenti precari "ope legis", che significa in forza della legge. Vorrebbe concorsi - "seri" come quelli che lui e i suoi simili hanno superato? Le assunzioni "ope legis" sanano situazioni decennali di precariato e tolgono potere ai favoritismi, tipici dei concorsi, almeno in Italia.
(Preciso di aver fruito nel 1981 di un ope legis che fece di me, precario universitario, un "ricercatore". La stizza degli "ordinari" contro tale ope legis mi ha divertito per decenni.)
Oggi Galli della Loggia, che non a torto critica la scuola perché è divenuta un contenitore di minori senza essere più un posto di studio e di insegnamento, torna a prendersela con i fautori di un provvedimento di assunzione dei docenti precari "ope legis", che significa in forza della legge. Vorrebbe concorsi - "seri" come quelli che lui e i suoi simili hanno superato? Le assunzioni "ope legis" sanano situazioni decennali di precariato e tolgono potere ai favoritismi, tipici dei concorsi, almeno in Italia.
(Preciso di aver fruito nel 1981 di un ope legis che fece di me, precario universitario, un "ricercatore". La stizza degli "ordinari" contro tale ope legis mi ha divertito per decenni.)
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