Il Partito. Poesia didascalica nella DDR
Su una bancherella, in un mercato di non so più quale città tedesca, erano in vendita “ricordi della DDR”: una mia amica scelse un libriccino rilegato in tela rossa con il suo bravo astuccio di cartone. 7X11 centimetri. Me lo regalò. Sono trascorsi da allora parecchi anni. Il libriccino s'intitola Partei, Herz der Klasse (Berlin, 1985): è il testo di una trasmissione televisiva effettuata nel 1979 e appartiene al genere “materiale di propaganda”. Non segnala copyright. Il Partito, dunque, cuore della classe (dei lavoratori). Questo il tema, che è trattato con il mezzo della composizione poetica. Numerosi gli autori, tra i quali un non germanista riconosce solo Bertolt Brecht, alcuni decenni or sono famosissimo anche in Italia. Le composizioni sono tutte piuttosto brevi, salvo l'ultima (che nel testo originale è tuttavia posta all'inizio), di Claus Hammel; lunga una quarantina di pagine, è una sorta di lettera pastorale comunista caratterizzata dall'abolizione della punteggiatura e perciò non sempre perspicua. Ho tentato di ripristinarla, ebbene sì. Nell'insieme le composizioni ricordano al lettore, al compagno, senza “cedimenti” a ciò che di solito si è abituati a considerare “poetico” (?), che cos'è il partito comunista e a che cosa serve in un Paese socialista (la DDR, o se preferite la RDT). Questo è importante: in questione è un partito che detiene il potere, non un partito che il potere si propone di conquistarlo. Infinito futuro! “E' un bene / che l'iscrizione al partito avvenga nella più bella sala della città / e non nella buia cucina di casa di un fidato comunista”, scrive Claus Hammel. Il “romanticismo” della lotta comunista priva di mezzi, marginale se non clandestina, è qui abolito dal fatto che il partito ha in mano il potere. Per chi - come per il sottoscritto – una organizzazione comunista, più o meno ortodossa (?), è stata un veicolo eroicamente povero diretto verso un futuro all'incirca mitico, lo spaesamento è notevole. Costoro, i comunisti tedeschi nella DDR, magari grazie alla suddivisione dell'Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, avevano invece da maneggiare il presente. I poeti che ho incontrato in questo libriccino ammoniscono e ammaestrano chi li legge (o chi li ascoltò davanti alla tv), da una posizione di forza. Appunto di potere. Sono, quindi, cantori diciamo “governativi”? Sì, sono “governativi”, nel senso che non stanno “romanticamente” all'opposizione. Però la materia che maneggiano - il partito, la lotta di classe, il socialismo, la giustizia sociale - è squisitamente dinamica, e questi poeti sanno, o sembra che sappiano, che non si finisce mai di lottare, se si è comunisti. Infatti il comunismo “è il movimento che abolisce lo stato di cose presenti”, scrisse Marx. Queste composizioni poetiche, certo didascaliche, segnalano proprio, là dove ammoniscono, ammaestrano, i punti dolenti in merito alla concezione del partito (“non è una assicurazione sulla vita”), dell'esser compagni (“non è una congrega di colleghi simpatici che tra loro si chiamano compagno”), del vivere in un Paese socialista. Per cui il loro patriottismo di partito può essere considerato anche critico.
Rose Nyland (1929 -2004)
Ballata della vita
non voglio cantarti
di stelle
che saranno tacite
al di sopra di città forse distrutte.
Non dei sopravvissuti
o dei morti
o dei morenti.
So che
voglio cantare
del coraggio caparbio
dei sempre vincenti,
perché tu li conosca.
Voglio cantare
dei veri possenti
perché tu conosca il tuo potere,
cantare dei milioni di umani
perché tu apprenda il tuo dovere
di uomo.
Cantare dei vivi
perché tu difenda la vita.
Dei capaci,
perché il futuro come realtà
tu consideri.
Perché la paura è una cosa inutile,
se tu non sai
il pericolo affrontare
né sai colpire gli spericolati.
E solo questo devi sapere,
se sei consapevole della forza
che da contrapporre è
al pericolo.
Essa consiste nella lotta
che s'allarga su tutti i Paesi.
Da cui il futuro
trae il nome socialismo.
Non ci servono gl'incerti.
Non i titubanti.
Non quelli che descrivono
l'orrore
con parole incerte
e mani malferme.
Perché vinceranno
i milioni di prodi,
gli alleati
nella lotta per la vita
che come sostegno hanno
i Paesi del socialismo.
Dove progetti vengono realizzati
che indicano:
venga seminato il grano
onde cuocere il pane.
La lana venga tosata
onde tessere panni colorati,
ed armi siano forgiate
per fermare la morte.
E perché tu non possa dire
che non sapevi
dietro chi metterti
e chi a guidarti
sia pronto:
alla testa dei combattenti c'è
invincibile,
compatto
e chiaro:
il Partito.
Helmut Baierl (1926 - 2005)
Il cuore del popolo
Il futuro ha stretto
un fazzoletto rosso sui capelli.
Già me ne avvedo
nei nostri giorni precipitosi.
Ne sento il cuore,
non smette di battere.
Pulsa in mille assemblee,
nei luoghi della scienza,
nei mercati pulsa,
nelle profonde gallerie minerarie,
pulsa nelle scuole,
nei villaggi, città, foreste.
In alto mare pulsa,
nei vasti campi agricoli.
Guida trattori, muove cinghie di trasmissione.
Viaggia su strade,
entra nelle case dove abitiamo.
Accompagna bambini,
donne, uomini, vecchi.
Al popolo
è completamente devoto.
Canta e ride con noi
ama e odia con noi,
è ovunque,
in tutta la nostra vita.
Chiedete
chi sia questo cuore del popolo?
Il cuore del popolo
è il nostro Partito.
René Schwachhofer (1904 - 1970)
Poesia di ringraziamento per il Partito della classe lavoratrice
Messo per iscritto a nome degl'innumerevoli:
tu mi aiutasti a dimenticare la nostalgia.
Mi aiutasti a trovar la speranza
nel cuore del gelo.
Mi aiutasti a lottare
contro la notte e contro l'amarezza.
Mi aiutasti a render veri i miei sogni,
ad allargare il mio cuore.
Mi aiutasti a vincere, in me,
la postura che uccide l'amore
e l'odio necessario.
M'insegnasti a vivere
la vita, che del futuro
va all'assalto -
Ed a pensare a tutti.
Ti ringrazio
oggi e in eterno.
Walter Stranka (1920 - 1992)
Partito, i tuoi giovani compagni
Il sole raggiante ci accompagna,
luminoso il nostro cielo, azzurro il nostro mare.
Tu hai combattuto e il potere
conquistato,
né noi lo restituiremo mai.
Partito, i tuoi giovani compagni
recano innanzi la bandiera.
Tu potesti affidarti a loro,
sperimentato timoniere.
Figli del popolo, alla pace
votati,
stringiamo in mano la felicità.
Giovani come il Maggio e innamorati
della vita
facciamo da modello al nostro Paese.
Partito, i tuoi giovani compagni ...
Felici nipoti dell'Ottobre Rosso
siamo amici, siamo liberi.
Con nel cuore l'esperienza dei padri
andiamo all'assalto del nostro tempo.
Partito, i tuoi giovani compagni
recano avanti la bandiera.
Tu potesti affidarti a loro,
sperimentato timoniere.
Josef Waechtler
Congresso del Partito dell'Unità
Fu della classe la vittoria
senza pari!
Ora finalmente
la discordia fu superata,
e con strette di mano
di milioni
fu della nostra unità di classe
indicata la vittoria.
Con lo stendardo rosso
si ornò il ritratto di Thaelmann.
Fu l'ora grande
che capita una volta sola,
l'alba sul campo
di rovine!
E fraterna
risuonò di bocca in bocca
del gran giorno
la conoscenza colma di promesse:
Ora cambiamo la vita
e il mondo!
Realizzati sono di Thaelmann l'ammonimento e l'eredità.
Solo con l'unità
la classe si rende libera!
In onore di Marx e di Lenin.
E la memoria ordina
di Thaelmann
l'eredità:
IL PARTITO
MARXISTA
LENINISTA!
(E.J. Thaelmann (1886 – 1944), segretario del P.C. tedesco, fu un oppositore del nazionalsocialismo. Morì a Buchenwald.)
Horst Salomon (1929 -1972)
La forza
Non ci pensiamo
a raccogliere allori,
per decorarci da artisti
la testa.
Ma non è affatto semplice
esser classe dominante.
Da ferri vecchi erigere macchinari.
Da rovine costruire la vita.
Anche apprendendo a insegnare agli altri
il punto di vista di classe e la fiducia in sé.
Bernhard Seeger (1927 - 1999)
La canzone del Partito
Mai sparare al nostro nemico!
Nonostante istigazioni e strilli
risuona fiera e temeraria
la canzone del Partito.
Di sangue molto già ne scorse.
Ordunque ciò è finito:
milioni di compagni
sconfissero la notte.
Vicino ci stanno i lontani,
vicino il Maggio dell'umanità.
È il gran Partito
proteso verso le stelle.
Armin Mueller (1928 - 2005)
Partito,
sono divenuto tuo soldato
La voce dei singoli
resta come un grido d'uccello,
nuvole di voci
portano invece i muri a crollare.
Da solo, nessuno sarebbe più di un
respiro,
più di una fiamma gemente, forse,
di un urlo nel buio,
di occhi alla deriva nella neve.
Ma noi non siamo soli,
nessuno di noi.
Kuba (Kurt Barthel) (1914 - 1967)
Fedele al Partito
Fedele al Partito, che a noi figli
delle masse,
proletari e contadini, dette un volto,
la classe lavoratrice unita espugnò
i covi dei signori e della borghesia!
L'Ottobre Rosso – spirante vita,
è in fiore come il garofano in Maggio
fiammante.
A noi l'arma della verità
è data;
chi l'arma della verità
deve alzare?
Chi, se non il nostro grande
Partito?
Il grande Partito e il grande
pensiero!
Noi figli e figlie della Rivoluzione,
sfidiamo i nemici del mondo,
issiamo la classe alla testa
della nazione!
L'Ottobre rosso – spirante vita …
Fedeli al Partito e alla nuova
generazione,
cui la Germania futura come un giardino da curare
è affidata.
Noi vegliamo sull'eterna umana
giustizia,
fedeli al nostro popolo e ai popoli
del mondo!
L'Ottobre Rosso – spirante vita …
Louis Fuernberg (1909 - 1957)
Il Partito
Ci ha dato tutto,
sole e vento, e mai fu avaro,
dov'era lui era la vita,
e ciò che siamo lo siamo per suo tramite.
Mai ci ha abbandonato,
quando il mondo quasi si fece di ghiaccio
lui ci dette calore.
A condurci fu la madre delle masse,
fu il suo possente braccio a sostenerci.
Mai ci lusingò.
Il coraggio di lottare
lo avevamo, saltuario però,
così lei ci accarezzò mite, nient'altro:
Non esitate! - e subito vincemmo.
Che vale poi il dolore e
il fardello,
quando ci riesce il bene,
quando ai più miseri della terra
si reca libertà e pace?
Lei ci ha dato tutto,
i mattoni per edificare e il grande progetto.
Disse: costruite ora
la vita!
Avanti, compagni! Iniziate!
Corron le iene di gran carriera alla guerra,
potenziate il vostro edificio!
Costruite la casa e la patria!
Edificatori, in guardia!
Il Partito,
il Partito,
che sempre ha ragione,
compagni, è presente!
Chi difatti
lotta per la giustizia
ha sempre ragione
a dispetto della menzogna e dell'ipocrisia!
Chi la vita ingiuria,
sempre è malvagio.
Chi l'umano difende
ha sempre ragione, perché
dal genio leninista
si sviluppa, reso saldo da Lenin,
il Partito, il Partito, il Partito!
Bertolt Brecht (1898 - 1956)
Elogio del Partito
Il singolo ha due occhi,
il Partito ha mille occhi,
il Partito vede sette stati,
il singolo vede una città.
Il singolo ha le sue ore,
ma il Partito ha molte ore.
Il singolo può venir annientato,
ma il Partito non può
venir annientato.
Perché è l'avanguardia delle masse
e guida la lotta loro
con il metodo dei classici
che attinti sono
dalla conoscenza della realtà.
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Il Partito chi è?
Il Partito chi è?
Sta in una casa con i telefoni?
Segreti sono i suoi pensieri,
ignote le sue decisioni?
Chi è?
Noi, siamo.
Tu, io e voi – noi tutti.
Si cela nel tuo abito, compagno,
e pensa nella tua testa.
Dove io abito è casa sua, e dove
tu vieni assalito è lì che lui lotta.
Indicaci la via che dobbiamo
percorrere, e la
percorreremo come tu la percorrerai, ma
non percorrerla senza di noi.
Senza di noi è
la più sbagliata.
Non staccarti da noi!
Noi possiamo sbagliare, e tu puoi
aver ragione, dunque
non staccarti da noi!
Che la via breve sia migliore
della lunga nessun lo nega.
Ma quando uno la conosce
e non è capace di indicarcela
a che ci serve la sua sapienza?
Sii saggio con noi!
Non staccarti da noi!
Max Zimmering (1909 - 1973)
Canzone al Partito
Tu chiedi: chi è il Partito? -
io ti dico: chiunque,
di cui la prima linea della lotta
possa fidarsi sempre.
Partito significa passione e fervore,
e cautela nel procedere,
significa scienza, slancio e coraggio,
e acuta previsione.
Tu chiedi: dov'è il Partito? -
io ti dico: sempre là
dove serve lui si trova
con il consiglio opportuno.
Partito significa essere con la classe,
cuore e cervello del popolo
e con lui condividere pane e vino
aspirando al futuro.
Tu chiedi: cos'è il Partito?
Io ti dico: forza stringente
al fine della direzione corretta,
fino alla meta condotta.
Partito significa lavoro giornaliero
e lavoro in vista del tempo che matura,
affinché ogni nuova ora
già ponga mano al domani.
Erich Weinert (1890 - 1953)
Saluto dei giovani
Ti salutano milioni di giovani,
Partito di tutti i lavoratori,
la più bella canzone ti sia cantata,
tu sgombri la via verso il futuro.
Tu ci indichi le lontananze solatie
tu ci hai portato la libertà,
il diritto a vivere, a imparare,
tu ci hai resi fieri e sagaci.
Tu sei il Partito della forza lavoro,
tu ci hai dischiuso il futuro,
tu sei il Partito che protegge i lavoratori
e noi i tuoi giovani compagni.
Tu ci insegnasti la gioia del lavoro,
nel giovane pugno a tenere il martello,
noi diamo forma all'edificio
del futuro che tu ci costruisci.
Tu ci vedi agire felici,
se il vecchio nemico s'infiltra
noi lo neutralizzeremo,
noi giovani saremo vigili.
Tu sei il Partito della forza lavoro,
tu ci hai dischiuso il futuro,
tu sei il Partito che protegge i lavoratori
e noi i tuoi giovani compagni.
Johannes R. Becher (1891 - 1958)
Siate consapevoli del potere
Lo sapete che cosa significa
affaticarsi per tutta la vita.
Lo sapete com'è
non saper che fare.
La patria era derelitta,
non riuscivamo a trovar dove stare …
Chi mai dimentichi quel tempo
sia lui pure dimenticato.
Lo sapete come andò,
né doveva andar così.
Siamo per sempre
perduti e maledetti?
Brucia il cuore dalla vergogna,
tace il cuore oppresso.
In lungo e in largo
abbiamo cercato una strada.
Lo sapete che cosa significa
fare la strada difficile.
Giacevano al margine
della strada molti dei morti.
Questo però abbiamo saputo:
dobbiamo risorgere!
Una libera terra tedesca
fu la meta del nostro desiderio.
Guardate, il grosso è fatto!
Il popolo si procura la propria vita.
E fosse pure ardua la via
si levò un giubilo.
Siate consapevoli del Potere!
Il Potere vi è stato dato,
che mai, mai più
vi sia tolto di mano!
Claus Hammel (1932 -1990)
Questo è il tuo compito, comunista
I
Paese sereno,
sogno realizzato,
patria repubblica,
anche questo è la vostra vittoria,
le vostre brave forze del passato
lasciate che noi celebriamo,
noi,
vostri eredi,
PERCHE' LA COSA E' COMPIUTA
lo è?
Sono diminuiti i nostri compiti?
I nostri nemici sono più pacifici?
Gli scontri sono finiti?
Sono i CONSUMI
la sfida odierna?
Sappiamo
che non è così,
Tuttavia gran valore vien dato
al puntuale termine dell'orario di lavoro,
attento alla salute vien detto
il titolare di un certificato,
al massimo di riserve
si parla
quando egoismo
pigrizia e indifferenza
sono in questione.
Che uno sia CONTEMPORANEO
del Partito
basta a molti per credere
che sia un COMPAGNO;
Essere nel Partito è un PRIVILEGIO,
è vantaggioso
appartenere a un Partito
che nella guida degli affari
pubblici ha il potere;
vuoi acquisire un terreno?
Parla a questo o a quello;
fornisco io
il materiale da costruzione?
Un modo si trova;
che tu necessiti di un'auto
è chiaro,
procurati un attestato;
tuo figlio non gradisce
il servizio militare?
M'informo
su cosa si può fare;
tua figlia non avrebbe alcun titolo
a uno studentato
a causa di sue prestazioni
modeste?
Me ne occupo io;
del resto
perché devi essere nel Partito
se non ne ricavi nulla?
A che scopo partecipare al potere,
diciamo,
se il potere non ti è utile?
Ci penso io.
Essere nel Partito E' un privilegio;
hai la prerogativa
di venir incaricato di fatiche
che sono le più pesanti;
di trovarti nella lotta lì
dove la protezione è minima;
di percorrere ponti
prima che la loro saldezza
possa venir provata;
di dover essere franco
quando una menzogna
oppure un sotterfugio
sarebbero più comodi;
essere nel Partito significa
che a te nessuna
astensione è data più,
hai solo il sì o il no;
essere nel Partito significa
che devi lasciarlo
quando lui su di te
non può più contare;
il tuo privilegio è la mancanza
di ore libere;
è un'altissima misura di doveri,
di responsabilità su responsabilità.
E'
continuare la verifica
che siamo sulla strada giusta.
Nulla ci dice
primo quanto sia lunga,
secondo quali ne siano le caratteristiche,
terzo quali siano le discese
e le salite nel percorrerla,
quarto quali contrade
essa attraversi,
quinto quali deviazioni
potrebbero allontanarcene,
sesto quali strapiombi
dovranno esser superati,
settimo in quali montagne
dovremo imbatterci,
ottavo quali acque
dovremo oltrepassare,
nono quali paludi,
nulla ci parla,
decimo, di tutto ciò ch'è possibile,
e dell'impossibile;
dalla natura della strada,
ma anche soltanto dalla sua apparenza
potrebbero essere adatti
molti la sua generale giustezza
a mettere in questione.
Noi siamo uomini,
la paura ci è permessa,
a noi è anche permesso
durante il cammino fermarci,
costruire una casa,
intere città,
e dalla finestra guardare quelli
che transitano,
e su di loro celiare;
oppure rimpiattarci
dietro la tenda
intanto che quelli vanno oltre,
perché essi potrebbero vederci e chiederci
perché non camminiamo con loro,
ciò a noi è permesso.
E',
nonostante tutto,
muovere dalla considerazione
che la strada è giusta.
Vuoi essere nel Partito?
In quale?
(come se ne avessimo uno solo).
Dunque, in quello che dà il la;
e sei giovane quanto basta;
non è
che non abbiamo
accolto
anche quarantenni,
o in genere persone mature
che a garanzia esperienza
e discernimento forniscono,
che hanno eccome considerato
se fare il passo;
perché è un passo, comunque;
la tua giovinezza te lo renderà
in ogni caso facile;
naturalmente dovrai di
un incarico nel Partito tener conto;
niente di male,
già sei attivo,
noi lasciamo che tu qualcosa faccia
che comunque
avresti fatto,
né sarai esposto
a ulteriori prove;
né una minaccia alla tua persona
è da temere,
il Partito non è illegale;
tu evita chiacchiere donnesche,
vieni sobrio al lavoro,
migliorati un po'
e non mancare con le quote,
detrai la tua quota dallo stipendio,
è lo Statuto che lo esige,
del resto è un onore;
hai le fotografie?
La quota d'iscrizione è di un marco.
E' un bene
che le iscrizioni al Partito
possano avvenire nella sala più bella
della città,
che esse
non debbano più avvenire
nell'oscura cucina di casa
d'un fidato
comunista,
oppure all'aria aperta,
al riparo solo di un campo di granturco,
con sulle teste le granate
dell'artiglieria fascista,
con la possibilità certa
che nelle prossime ore tu sarai morto.
E' un bene
che il Partito abbia il potere.
(né importa
che tu sia giovane o vecchio,
ma conta che tu sia deciso,
che tu sia, privo di secondi fini,
parte di questo potere);
però
non entrare nel Partito
come in un negozio
noto per i suoi prezzi bassi,
non entrare nel Partito
perché è buona norma e senza rischio farlo,
non entrare nel Partito
per la stessa ragione
per cui contrai un'assicurazione
sulla vita,
non entrare nel Partito
al fine di venir iniziato
ai presunti segreti
di cui si tratta
nelle sue riunioni;
non entrare nel Partito
perché è una piacevole congrega
di colleghi simpatici
che l'un l'altro si dicono compagno
e al Segretario Generale dan del tu
(la tessera del Partito non è mica un'azione
di cui il valore sale o scende
secondo la congiuntura).
Per cui valuta,
se vuoi venir accolto,
che per questo puoi sempre
venir messo al muro;
non cantare che la battaglia è la definitiva,
senza pensare che
ce ne sono ancora;
non cantare che l'Internazionale è lottando che conquista
l'umana giustizia;
non credere che ciò solo
un verso del canto sia
con cui di solito le dimostrazioni
si concludono;
poi, come niente,
via a casa,
dove i senza partito si trovano da ore,
e tu hai fatto il sacrificio
di passarne due in più
in attività;
ed era difatti questo
il tuo dovere di compagno,
che, senza vociare e brontolare,
hai compiuto,
e in effetti ti aspettatavi un elogio,
una modestissima onorificenza
per la tua intensificata
presenza.
(Ciò riguarda le manifestazioni,
ma non è in esse che si esaurisce
il Partito;
quanto ai senza partito
non dimenticare
che sempre ci furono
bolscevichi senza partito,
quindi non guardarli dall'alto in basso,
né, se sei invidioso,
dal basso in alto;
guarda
che cosa essi FANNO,
per raccordarti con loro)
Meglio forse che non entri nel Partito,
è pieno di rischi;
tu valuti che
certo per questo e quello
aderirvi sia questione di correttezza formale,
mentre tu sei favorevole a ciò che è speciale;
con un'assicurazione sulla vita
il Partito non ha niente in comune
né vi si colgono segreti,
anzi, il programma è pubblico;
e che si tratti di una piacevole congrega
di colleghi simpatici
lo sai tu,
a me
non risulta.
Dovresti ogni singolo compagno,
ognun da solo,
esporre alle fatiche
e poi di nuovo esporveli
tutti insieme,
e certo in vista della loro
affidabilità,
della loro costanza,
della loro prontezza al sacrificio,
della loro solidarietà,
del loro coraggio,
della loro resistenza,
della loro indisponibilità al tradimento;
ma queste stesse fatiche devono
il più possibile venir evitate,
non per timore di risultati deludenti,
ma perché esse così con chiarezza
solo nella battaglia aperta
sono concepibili,
in guerra,
che il Partito non vuole,
ciò è una delle sue principali consegne.
D'altra parte:
battaglia aperta è solo la guerra?
Non è massima fatica
la quotidianità?
Non è abilità grande
sentirti combattente
quando vai al lavoro,
durante il lavoro
sentirti vincitore di una battaglia
quando il rendimento del tuo turno
viene valutato
e voi non avete avuto una
malvagia riuscita
(nemmeno in fatto di soldi)?
Ma ancor più importante:
voi avete difeso l'onore della classe lavoratrice;
Nessun sfruttatore deve calpestarvi,
nessun' angoscia deve
tormentarvi di perdere il posto di lavoro,
nessuno davanti al suo carro
deve attaccarvi.
Per cui sapete
che cosa avete da fare,
compiere il VOSTRO DOVERE.
Ed esser un compagno significa:
che hai mano libera
nella bonifica della vita.
II
Di come gradevole sia la nostra vita
vengo convinto
dal fatto che l'avversario dispone ora
di metodi raffinati,
consiglieri ben istruiti
mi assicurano
che fascisti e controrivoluzionari
avrebbero preso
in certo qual modo
a svilupparsi
diciamo verso il bene superiore.
Forse non in Cile e in Uruguay,
di certo nemmeno in Africa
oppure in Asia,
ma in Europa
- nevvero? -
molto non ci manca.
E mi danno a intendere
che c'è un euro-fascismo,
una euro-controrivoluzione
euro-incendiaria,
tutto dunque più raffinato
magari,
non
come il piccolo Moritz (1) se l'immagina
(ciò che deve significare
come IO me l'immagino),
così piatto e brutale,
così senza umorismo né intelligenza,
oh no.
La più sciocca delle superstizioni è
che
al momento decisivo
il giocondo europeo,
il colto,
che a te con amabile sincerità
già ha confidato
di voler prender per sé
tutti i tuoi averi,
il Paese e la gente,
l'intero socialismo -
e tu che non gliene sei grato -
non ti liquidi,
non si sbarazzi di te
in modo così semplice,
piatto e brutale
senza umorismo né intelligenza.
Quando ai comunisti
vien fatto
ciò che gli anticomunisti
fino a oggi
ai comunisti fanno,
e noi sappiamo
che basta un sospetto
(basta la sola miseria,
la disoccupazione,
un diverso colore della pelle,
una diversa religione,
bambini che mostrano intelligenza, eccetera:
tutto comunismo);
quando ai comunisti
vien fatto
ciò che gli anticomunisti con l'andar del tempo
DEVONO fare,
allora i comunisti DEVONO,
lo vogliano o no,
agli anticomunisti fare ciò
che devono,
cioè
togliergli il potere
l'influenza
i collegamenti
il coraggio della disperazione
e,
se tutto questo non basta,
la
vita;
COSI' E NIENT'ALTRO.
Ciò non si dice
perché è stato fatto e
dovrebbe venir giustificato,
oppure perché
è passato tanto tempo
e possiamo riempirci la bocca
di retorica
dato che a noi non è schizzato via
sangue dai polmoni trapassati da pallottole;
E' COSI' ORA COME PRIMA:
ai comunisti la lingua
vien strappata
le orecchie tagliate,
gli occhi son cavati
le dita delle mani e dei piedi spezzate,
essi vengono scuoiati,
il sesso,
quando capita,
gli viene tormentato.
Ci lavorano su,
proprio in questo momento,
i mangiacomunisti, semplicemente
come sessanta anni fa,
E A QUESTO BISOGNA OPPORSI
proprio IN QUESTO momento nel mondo,
laddove
UN
passo oltre i propri limiti
di visione soggettiva ci si costringa a fare
per garantire quanto è stato conquistato,
per render sicura la propria esistenza,
per il buon diritto costringersi
a giustificare,
né sempre c'è a portata di mano uno
che se ne curi per te;
ci sono momenti
in cui ognuno deve contare su di te
in cui non puoi permetterti di morire
in cui non puoi permetterti neppure di dormire
in cui il tuo fallimento può
significare dieci anni perduti,
di più
o di meno,
nella maggioranza dei casi di più;
un Partito
in cui ognuno si fida
dell'altro
è nulla
se tu non ti basi sul fatto
che TU sei ciò
di cui gli altri si fidano.
III
CONQUISTATE
L'UMANA GIUSTIZIA!
Lo sappiamo,
sotto la bandiera UOMO
naviga di tutto un po'.
Anche nell'ordine
fondamentalmente socialista
che è il nostro retroterra,
la nostra irrevocabile condizione,
siamo in certo qual modo mescolati
come persone,
anche tra noi
si ruba
si mente
si guasta
si truffa
si traffica
s'intriga
s'incendia
si assassina
si è negligenti
si violenta
ci si sottrae
si fa delazione
si finge
ci si arruffiana
si nasconde
si trascende
si batte il marciapiede
si sbevazza
si bastona
e in silenziosi angoli
prospera, discreta, la corruzione.
Di questi e altri
chiari segni
del marchio di Caino
bisogna venir a capo;
ma sono segni che ebbero occasione
di trasformarsi nei secoli
in quello che nature assai indulgenti,
tolleranti, pratiche della vita,
si compiacciono
di chiamare UMANO.
Orbene, bisognerebbe fra le voci
singole distinguere
(e anche tra
ciò che è cresciuto dal suo proprio concime
e ciò che in esso è stato portato dall'esterno),
distinguere fra crimine deliberato
e negligenza,
scempiaggine,
zelo gregario,
capriccio e viltà,
tante son le cause e
le ragioni
del non essere affatto un bravo ragazzo, per
L'UMANO
rivendicare
di una qualche vigliaccata.
Concesso:
una lista di vizi
non è affatto piacevole da vedere,
Ma,
credetemi,
un elenco fatto solo di splendide
qualità come segno distintivo
di coloro che sono liberati lo è quasi meno.
Poesia massimamente insulsa.
Ma in che modo avrebbe potuto
là (2) in sessanta anni,
qui in trenta,
essere estinto
quel che, quale mezzo di difesa
dell'esistenza umana,
divenne norma
fin dalla prima e interamente serena creazione
del mondo,
sfiorato appena da diverse
dozzine di dottrine della salvazione,
da mille tentativi di riforma e da una
manciata di veri e propri stolti
quando non era il momento giusto?
La lista dei vizi
diminuirà di generazione
in generazione
non
perché noi le voci
a scopo cosmetico
arbitrariamente depenniamo,
ma
perché noi
con fermezza
la loro difformità in vista
del progresso umano
stabiliamo,
presso di noi e altrove.
Questi principi stanno nei
documenti di partito dei
comunisti dell'Uruguay:
“Non siamo né una setta
né un gruppo selezionato
di cospiratori.
Veniamo dalla classe lavoratrice
e dal popolo
per cui siamo normalissimi
uomini;
semplicemente e sobriamente
amiamo pane e vino,
le gioie della vita,
le donne e i bambini,
la pace e l'amicizia sincera,
chitarre e canzoni,
stelle e fiori.
Siamo, né inaspriti né degenerati,
anche uomini
che la vita nella stretta cornice
del termine costrinsero,
come una volta le donne cinesi
facevano con i loro piedi
allacciandoli nelle scarpe.
Il nostro maestro Marx riprese il motto
di Terenzio (3)
NULLA DI UMANO
MI E' ESTRANEO
e ne fece la sua massima;
proprio per questo intendiamo
il grande Lenin come
nostro maestro,
come il più umano degli uomini,
che amava l'Appassionata di Beethoven,
ma insieme la nave della rivoluzione
guidò con sicurezza e
nei confronti dell'avversario fu inflessibile.
Con lo stesso fondamento
all'eroismo modesto
del lavoro rivoluzionario quotidiano
tributiamo attenzione, né temiamo
ai fini del suo compimento le torture,
i proiettili, né di dover accettare la morte.”
Questo è L'UMANO:
amare la vita,
di bonomia esser capaci,
di bontà
d'ira
di giustizia
di lutto
di pace
di lotta;
ma anche questo:
che bonomia,
bontà e ira abbiano una direzione,
che la lotta abbia uno scopo,
che la vita di conseguenza
abbia un senso preciso,
che il lutto non mi paralizzi,
che la pace non mi renda disimpegnato
e che la giustizia
sia il comunismo.
CONQUISTATE L'UMANA GIUSTIZIA
sappiamo che
l'umana giustizia,
il buon diritto all'umano,
che tutti i diritti racchiude
salvo che uno,
e cioè
considerare un diritto
la storpiatura borghese-capitalistica
dell'umana giustizia,
ha con la Rivoluzione di Ottobre
della sua unica
della sua storica
della sua definitiva
della sua reale opportunità approfittato;
le masse lavoratrici e i contadini poveri
di Russia fecero,
guidati dai comunisti,
il decisivo passo verso
la seconda creazione del mondo.
L'apprezzamento della libertà, da parte
dei possidenti tradizionali,
di possedere il mondo,
logicamente
non ha consentito
di fare l'ESPERIMENTO.
E' emerso a tal riguardo subito, o poco a poco,
che la VERTENZA
si sarebbe arenata;
intanto i possidenti la massima
potenza impiegavano,
dall'inizio fino a oggi,
per soffocarla,
difatti chiaro e semplice,
calcolatori com'erano,
essi lo videro:
che mai tolleriamo, noi,
il potere parziale, o
siamo spacciati;
e loro in sessant'anni
non ebbero successo.
Del resto,
se ci servono prove
che ciò ha per noi una sua correttezza,
ora -
nella forma di spese SENZA PARI,
nella forma di investimenti,
nella forma della ogni giorno crescente e
ogni giorno più limitata probabilità
di vittoria,
nell'anticomunismo in quanto impresa -
ora tal correttezza l'avremmo,
sottoscritta da parte della borghesia,
CHE lo sa
cosa è in questione:
LA BATTAGLIA FINALE.
CONQUISTATE L'UMANA GIUSTIZIA
IV
Vi son considerazioni
di cui alcune a questo Paese
e a quelli vicini si dedicano
in ludica libertà
(cosa che un pochino la stanza dei bambini
ricorda,
ma è un'espressione non
nostra),
vi sono diversi socialismi
che esse,
in maggioranza non prive d'una certa
preparazione marxista,
s'immaginano,
si firmano comunicati,
si rilasciano interviste,
vi sono parole
per nulla originali
che nella selva
delle opinioni ci si gridano a vicenda
e che spesso nemmeno più
sono di ordine
democratico-antifascista,
tanto sono lontane dalla
realtà finora conquistata;
sono robuste sentenze
con cui si bussa in nome
dell'emancipazione -
“Il comico in loro insito”,
dice Dzierzynski (4),
“è che esse non comprendono
quanto ridicole siano al cospetto
della Storia”.
Tuttavia,
pur superando la pazienza rivoluzionaria
dei comunisti anche questa prova,
alla Storia non basterà
farsi gran risate
per lo spasso
sul loro anacronismo,
lei dirà anche
NO,
e VIA LE TESTE,
quando risulta
che la Dittatura del Proletariato,
il Potere del Popolo,
vengon messi
in questione.
V
Le battaglie mai son terminate,
ancora le vittorie non sono
LA VITTORIA,
siamo noi
che il libro dell'umanità
andiamo scrivendo,
nulla è compiuto
solo perché le cose vanno meglio
TIENI CONTO DEL POTERE,
QUESTO E' IL TUO COMPITO,
COMUNISTA!
Note
1) Bambino ingenuo.
2) In Unione Sovietica.
3) Poeta e commediografo latino (2° secolo a.C.)
4) Rivoluzionario russo (1877-1926). In effetti è l'interlocutore esplicito del testo di Hammel.
(Traduzione di Nicola Spinosi)
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