Brasillach

Morta la vedova di Giorgio Almirante, segretario del MSI (Movimento Sociale Italiano) e personaggio di rilievo nella politica italiana della seconda metà del secolo scorso, il giornalista Aldo Cazzullo nella rubrica da lui gestita ogni giorno sul Corsera risponde a un lettore riferendo di una sua lontana visita a casa della signora, mediaticamente detta "Donna Assunta"... tra gli oggetti mostratigli dalla vedova, Cazzullo menziona anche una lettera scritta ad Almirante da Robert Brasillach, scrittore e giornalista francese fucilato dopo la fine della seconda guerra mondiale a causa della sua "collaborazione" con gli occupanti tedeschi (1940-1945). 

In effetti esiste un libro scritto da Almirante su Brasillach, che io ho trovato anni fa su una bancherella dell'usato: è un'introduzione all'opera e alla figura dello scrittore francese. I due erano legati dal fatto di essere stati entrambi dalla parte degli sconfitti. Almirante se la sarebbe cavata, Brasillach no. 

Qualcuno ha asserito che "nessuno legge più Brasillach". Anche per questo motivo ho cercato e letto tre opere di Brasillach: Il nostro anteguerra, I sette colori, e una pubblicazione di cui non ricordo il titolo: si tratta comunque di appunti autodifensivi scritti in carcere da Brasillach in vista del processo che poi sarebbe finito come sappiamo. L'esigua mole del testo è corredata da alcune pagine prodotte da studiosi conformisti. 

I due lunghi romanzi da me letti non sono, come si dice, inevitabili ... Brasillach fu "giustiziato" perché era stato molto impegnato, non saprei se anche come direttore, in un periodico intitolato Je suis partout (significa "io sono ovunque") e definito dai vincitori "collaborazionista"... cioè funzionale all'occupazione tedesca della Francia in ogni suo aspetto, compresa la persecuzione degli ebrei ... 

Com'è ovvio Brasillach è (stato) un eroe dei neofascisti e dei "non conformisti" ... 


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