Fidanzamento nella Germania dell'Est

 Il cielo diviso (Der geteilte Himmel, 1963) è un romanzo di Christa Wolf la cui resa in italiano non mi ha soddisfatto, per quanto difficile possa essere stato tradurlo. Comunque bisogna stringere i denti e qualcosa poi succede.

Nell'Agosto del 1961 fu realizzato il famoso muro che materializzò la dolorosa divisione della Germania in DDR e BRD, in est e ovest, avvenuta dopo che gli Alleati e la Urss avevano vinto la guerra 1939-1945. Ricordo a me stesso che Berlino, "un poco triste e molto grande", in pieno territorio DDR era tuttavia a sua volta divisa in est e ovest. Ecco il muro, costruito per ordine del governo della DDR allo scopo di limitare i passaggi dei cittadini desiderosi di capitalismo a ovest. A est la Germania sperimentava il socialismo. 

Ammesso che le righe precedenti infiltrate da qualche goccia di ironia diano il contesto, ecco una giovanissima ragazza bruna di nome Rita, studentessa alle magistrali e lavoratrice in una fabbrica di vagoni ferroviari, che si fidanza con un ventinovenne, Manfred, il quale si occupa da "quadro" di vernici, insomma è un chimico di belle speranze. Iniziano a coabitare, in una città che non so quale sia, una mansarda a casa dei genitori di lui. Il romanzo narra di questo fidanzamento con grande finezza - da qui anche la suaccennata difficoltà di traduzione. Narra tuttavia anche del fidanzamento della Germania est con il socialismo e con la democrazia popolare... entrambi i fidanzamenti sono piuttosto scoscesi ... bisognerà precisare però che Rita e Manfred non sono obbligati a stare insieme, mentre invece la Germania est è obbligata dall'esito della guerra a convivere con il socialismo ... 

A causa di un insuccesso professionale Manfred decide di passare all'ovest e lo fa, mentre Rita resta nell'est e studia, lavora, partecipa, intanto che qualche collega/compagno non manca di attenzionarla. Manfred vorrebbe che anche Rita passasse nel cosiddetto mondo libero, i due si incontrano a Berlino una domenica di estate (Agosto 1961), passeggiano, siedono a un tavolino, non amoreggiano, infine si salutano, lei arriva alla stazione e in treno torna  nella Zona, come i tedeschi dell'ovest chiamano l'est... 

Fine della storia. La quale non è raccontata dalla Wolf  dall'inizio alla fine, ma, novecentescamente, in un va e vieni nel tempo, in terza ma anche in prima persona, con Rita assoluta protagonista. Di ottocentesco semmai c'è mi pare l'onniscienza autoriale, ma è talmente soggettiva che non disturba.

Confesso che di questo romanzo mi sono innamorato nel corso della lettura del suo ultimo terzo, mentre prima non poche volte ho deprecato sia la Wolf che la traduttrice ...

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