Al confine di una potente soggettività
"Giulia" è un film di Ciro De Caro fatto nel 2021 in tempo di mascherine, e già questo è interessante. A parte che non credo sia solo romano e dintorni il pubblico dei film in Italia, no? - la storia riguarda una giovane che è stata da poco lasciata dal fidanzato e si arrabatta ad alzare qualche soldo in un centro anziani, chiuso poi a causa della gestione del covid che tutti abbiamo conosciuto. In compenso Giulia entra in contatto con un paio di squinternati suoi simili che la ospitano. Viaggia leggera, raccatta cose, le rivende, transita al confine di una potente soggettività, la sua. I tre vanno al mare. In un certo modo il film mi riporta a certe esperienze degli anni sessanta, tutto è cambiato, qui non "la ragazza con la valigia" abbiamo, o una che "io la conoscevo bene", no: una con lo zainetto che alla fine da sola, liberato un cavallo da un recinto, trova un'acqua marina tranquilla e si inabissa. Fine del film. Splendido, ottimi attori, Giulia (Rosa Palosciano) sublime, grintograziosa, con i capelli cresciuti senza interventi del parrucchiere. Spero che De Caro e c. seguitino ...
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