Alessandria in Egitto ... anni Trenta

 Credendolo opera di Gerald Durrell, di cui diversi anni fa avevo letto con interesse La mia famiglia e altri animali, ho comprato usatissimo Justine (1957), di Alexander Durrell, suo fratello. A casa mi sono accorto subito della svista, comunque ho dato inizio alla lettura. Si tratta di un romanzo che racconta in prima persona le vicissitudini di un giovane non in soldi con una danzatrice nei ritagli di tempo prostituta, e con una incantatrice ebrea  dedita a tradire senza sosta il ricco marito arabo. Alla fine della storia, che si svolge ad Alessandria in Egitto poco prima della seconda guerra mondiale, il narratore ha la danzatrice, Melissa, morta di tbc, e Justine, l'incantatrice, in un kibbutz*. Si cura della bambina di Melissa, nata da transiti di lei nel letto del marito di Justine. 

A un tratto ho pensato alle Affinità elettive, con Justine* al posto di Ottilia, ma lascio subito tale traccia perdersi nel deserto per tornare in Alessandria, soggetto estetico piuttosto ben lavorato dall'autore, per quanto limitatamente alla comunità degli europei ... Il romanzo è notevole per la tecnica con cui è composto, ricordi immagini intermittenze, e impegnato nel far poesia, ripreso quest'ultimo aspetto dalla bella traduzione... 

Lo pubblicò Longanesi, anche in una di quelle edizioni tascabili dalla brutta copertina, nel 1966.

* Collettivo di lavoro per soli ebrei sito in Palestina. ** Si veda anche De Sade, Justine o le disavventure della virtù.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un matrimonio radicalmente sbagliato

Tradurre

Musica di Mishima