Sparire, sparare
In un film del 2018 intitolato "Gloria Bell" (J. Moore, J. Turturro) è tra l'altro illustrato il fenomeno dello sparire, dotato, dalla terminologia inglese (ghosting), di fascino (glamour). In una relazione uno dei due sparisce all'improvviso, tutto qui.
Gloria, sui cinquanta, invita il suo nuovo compagno a una festa di compleanno: abbiamo i due figli di Gloria, l'ex marito di Gloria e relativa compagna. L'invitato si trova in stato di minoranza oggettiva e soggettivamente non la sopporta, per cui si alza e se ne va - alla zitta. Prima sparizione. Dopo molte telefonate a vuoto lui riesce a riprendere contatto con Gloria e le spiega perché la sera del compleanno sia sparito. D'amore e d'accordo partono per una vacanza riparatoria a Las Vegas e "scendono", come si diceva un tempo, nel celebre Caesar Palace. Cafone da morire, chi lo nega? - ma non è questo il punto. Lui riceve una telefonata da una delle figlie: la madre si è ferita non poco rompendo una porta a vetri troppo ben pulita e quindi traditrice. Torniamo a LA, dice Gloria ... il desiderio ha la meglio, ma a cose fatte lui sparisce di nuovo.
Si dà il caso che durante una escursione in "campagna" , ai bei tempi iniziali, lui abbia introdotto Gloria alla pratica dello sparare a salve proiettili di vernice rossa, suo passatempo pseudo bellico, e che l'armamentario sia rimasto nel portabagagli dell'auto di Gloria. Prima lei, disgustata dalla seconda micidiale sparizione di lui, oltretutto in trasferta, butta l'armamentario in un cassone per i rifiuti, poi ci ripensa: lo estrae, si reca a casa dello sparito e gli spara i suaccennati proiettili.
La prima sgarbata sparizione di lui ha, secondo me, delle attenuanti, la seconda è grave e "perversa". Come compagno stabile non ce da fidarsi di lui. Non è che voglia ignorarlo, poveretto, semplicemente non ricordo il nome.
Il film, che è un rifacimento (remake) , mi pare buono. Ho messo a fuoco lo sparire, ma attorno ci sono altri ingredienti.
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